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L'Italia continua a essere un forte sponsor del cammino della Turchia verso l'integrazione in Europa. E’ questa la posizione emersa nel corso della visita a Istanbul del Ministro Terzi per l'ottava edizione del foro di dialogo tra Italia e Turchia, organizzato dal gruppo Unicredit e dal Centro di studi strategici del Ministero degli Esteri turco e dedicato al futuro del Mediterraneo dopo la Primavera Araba.


L'Italia - ha spiegato Terzi nel corso di un incontro bilaterale con il collega turco Ahmet Davutoglu - riconosce e appoggia la vocazione europea della Turchia, anche nella consapevolezza che "l'Europa senza la Turchia non sarebbe quella che vuole e può essere". Per questo, l'Italia conferma che farà "ogni sforzo possibile per dare contenuti alle prospettive europee di quel grande Paese che è la Turchia". La posizione italiana è stata esplicitata da Terzi anche nel suo intervento al Forum, in cui il Ministro ha sottolineato che “in un mondo in continua evoluzione e aperta competizione, l’Europa non può rinunciare alle vitali energie offerte da uno dei suoi partners più affidabili e dinamici, se non vuole rischiare di diventare un dinosauro della realtà globale, con molta corazza e poco cervello”.

La sponsorship italiana all’ingresso della Turchia nell’Ue si inserisce nel quadro di rapporti bilaterali eccellenti. L’Italia, ha ricordato Terzi, è per Ankara il quarto partner commerciale e “quest’anno stiamo tagliando insieme il traguardo dei 20 miliardi di dollari di interscambio”. Quasi 900 aziende italiane operano in Turchia, anche in settori strategici, fornendo un “significativo contributo produttivo e tecnologico” alla crescita del Paese. Grandi gruppi italiani hanno puntato sull’economia turca con scelte radicate e confermate anche in tempi meno prosperi e più incerti di quelli attuali. E “miriamo a rafforzare le collaborazioni tra piccole e medie imprese”.

Di "periodo d’oro" nei rapporti bilaterali ha parlato il Ministro Davutoglu, sottolineando che "l'amicizia" fra i due Paesi resta sempre "intatta" a prescindere dai governi in carica. Il Ministro turco ha ricordato che "Roma e Istanbul sono state testimoni degli eventi più importanti dell'umanità: abbiamo accumulato la tradizione imperiale di due grandi stati". Per Davutoglu, inoltre, è una "dimostrazione dell'amicizia" il fatto che la prima visita del Ministro Terzi avvenga proprio a Istanbul. E parlando della candidatura turca all’UE, Davutoglu ha detto che Italia e Turchia hanno un "futuro comune e noi siamo grati" all'Italia "che ci ha sempre dato grande sostegno".

Italia e Turchia hanno di fronte a sé anche la “sfida comune” del Mediterraneo, la cui “prosperità e stabilità hanno sempre coinciso con quelle dei nostri Paesi”, ha spiegato Terzi, aggiungendo che con “analoga attenzione e sensibilità coincidenti Roma e Ankara seguono i complessi processi di transizione in Nord Africa e Medio Oriente”. La Turchia secondo il Ministro “si può proporre come fonte di ispirazione per la sponda sud del Mediterraneo” perché capace “di combinare democrazia e islam, libero mercato e rispetto per la tradizione”. Inoltre, “Italia e Turchia sono in condizioni propizie per combinare le potenzialità dei loro sistemi produttivi a beneficio dei processi di transizione e della modernizzazione del Mediterraneo”.