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Il “Trattato di amicizia” tra Italia e Libia, risultato di un impegnativo lavoro diplomatico dell’Italia che ha condiviso le aspirazioni del popolo libico alla democrazia e alla libertà, sarà riattivato dopo una “sospensione” collegata alle “priorità” della “nuova Libia”. Lo ha annunciato il premier Mario Monti al termine dell’incontro con il leader del Consiglio nazionale transitorio libico, Mustafa Abdul Jalil.


Jalil ha confermato la riattivazione del Trattato ed ha salutato l’ex premier Silvio Berlusconi, i ministri Franco Frattini e Ignazio La Russa che “fin dall’inizio” – ha detto - hanno “supportato” la rivoluzione. Monti, che sarà ai primi di gennaio in Libia, ha detto che l’Italia “assicura la massima speditezza nell’utilizzo dei fondi libici congelati”. L’Italia ha già scongelato l’importo di 600 milioni ed è “pronta ad assicurare immediata assistenza nella sicurezza, nelle infrastrutture e nell’energia perché la popolazione possa trarne beneficio”.

Il premier ha anche affermato che con Jalil si è “convenuto sull'importanza delle procedure per i riconoscimenti e le certificazioni dei crediti vantanti dalle aziende italiane e che sia possibile utilizzare a tale scopo i fondi scongelati”. Jalil, dopo il colloquio con il premier Monti, è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. All’incontro era presente il Ministro degli esteri Giulio Terzi.