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Il Governo e le Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia hanno condiviso nei giorni scorsi un Accordo per accelerare e riqualificare l'utilizzo dei Fondi strutturali comunitari. E hanno approvato un Piano d'azione coesione.


L'intervento, al quale hanno già aderito anche Abruzzo e Molise (Regioni dell'Obiettivo Competitività), si rende necessario al fine di utilizzare interamente i fondi strutturali, concentrando gli investimenti in tre settori ad alto impatto socioeconomico (scuola, ferrovie e agenda digitale), e di sostenere l'occupazione dei lavoratori svantaggiati, maggiormente colpiti dalle difficoltà di questa fase congiunturale negativa. Vengono riallocati complessivamente 3,1 miliardi di euro. In particolare: la riprogrammazione all'interno dei Programmi regionali di 1,5 miliardi di euro ( scuola, 974 milioni di euro; agenda digitale, 423 milioni di euro; credito per l'occupazione, 142 milioni di euro); la costituzione di un Fondo da 1,6 miliardi di euro a favore di investimenti su reti e nodi ferroviari, che porta a circa 6,5 miliardi di euro l'insieme dei finanziamenti per le ferrovie nel Sud.

Il disegno programmatico del "Piano d'azione coesione" e la sua attuazione anticipano per molti aspetti la riforma della politica di coesione in via di approvazione da parte della Commissione europea, nella direzione di: orientare ogni azione agli obiettivi di miglioramento della qualità della vita dei cittadini; concentrare gli investimenti su priorità di intervento di interesse nazionale declinate, Regione per Regione, secondo le esigenze dei diversi contesti; rafforzare il presidio degli interventi da parte dei centri di competenza nazionale; affidare il governo dell'intervento del Piano d'Azione Coesione a un Gruppo di Azione a direzione nazionale, nel quadro di una rafforzata cooperazione con la Commissione Europea. Con la presentazione del Piano d'azione coesione viene rispettato l'impegno preso dall'Italia lo scorso 26 ottobre 2011 e accolto in quella stessa data dal Vertice Euro nella dichiarazione approvata. Viene inoltre soddisfatto il requisito per l'attuazione della deroga al patto di stabilità interno prevista, per 1 miliardo l'anno dal 2012 al 2014, dal decreto legge n. 201 del 2011, in corso di approvazione da parte del Parlamento.