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Il rafforzamento dei rapporti euro-mediterranei costituisce una delle priorità della politica estera italiana, su cui il Ministro Terzi insiste molto, soprattutto alla luce delle trasformazioni indotte dalle ‘primavere arabe’. "Il Mediterraneo - ha spiegato il Ministro a Radio Anch’io - ha un ruolo di fondamentale importanza in questa fase storica della politica estera italiana. Non è certo una novità, ma è una direzione che si arricchisce di nuovi toni, di una nuova urgenza", ha aggiunto.


Ricordando di aver già intrapreso dalle scorse settimane un "lavoro capillare di sensibilizzazione" sia sul piano bilaterale sia a Bruxelles nel Consiglio affari Esteri a 27, per cercare di "riorientare l'intera politica europea verso la partnership mediterranea", Terzi dice: "Mi pare che stia emergendo la consapevolezza di questo ma naturalmente ci muoviamo con molta intensità anche sul piano dei rapporti bilaterali".

Dopo la pausa natalizia, è fitto il programma di impegni del ministro nell’area con visite in Tunisia, Egitto e Libia. Con riferimento alla Tunisia, Terzi ha già avuto un contatto telefonico con il neo-insediato Ministro degli Esteri Abdessalem per congratularsi della sua nomina ed anticipare l’intenzione di compiere una visita in Tunisia nelle prossime settimane. L’Italia, sottolinea il portavoce della Farnesina Maurizio Massari, guarda alla Tunisia come "un partner centrale nella nostra politica mediterranea e saluta positivamente il percorso democratico intrapreso che pone le premesse per un ulteriore approfondimento dei nostri rapporti".
E’ prevista in gennaio anche una tappa al Cairo. L’Egitto - rileva Massari - è un "nostro partner strategico e un key player nel Mediterraneo ed in Medio oriente. Abbiamo profondi rapporti di amicizia con il popolo egiziano e guardiamo con fiducia alla transizione, pur non nascondendo la nostra preoccupazione per le violenze delle ultime settimane".

Circa la Libia, si tratta di un dossier che il Ministro Terzi "segue personalmente e quotidianamente con la massima attenzione. Continuiamo il lavoro interno, in raccordo con la nostra ambasciata a Tripoli, le altre amministrazioni e la Presidenza del Consiglio per impostare su binari di massima concretezza con gli amici libici i rapporti bilaterali nei diversi settori, dall’economia, alla sicurezza, all’impegno comune nella lotta all’immigrazione illegale". Per gennaio si sta programmando anche una visita in Libano, altro paese dove l’Italia svolge un ruolo chiave, nella prospettiva della nostra riassunzione, alla fine del mese prossimo, del comando UNIFIL.

Per i primi mesi dell’anno, inoltre, si sta preparando a Napoli la riunione del 5+5 dei Ministri degli Esteri, la prima dopo le primavere arabe e ad un anno da queste ultime. E’ un appuntamento che "intendiamo preparare nei dettagli per rilanciare uno spirito positivo di cooperazione regionale e promuovere l’avvicinamento tra le due sponde del Mediterraneo". La questione mediterranea si intreccia con la questione mediorientale. Innanzitutto la Siria, attraversata da una crisi "che seguiamo molto da vicino. Siamo particolarmente preoccupati per la continuazione delle violenze anche dopo la firma da parte del governo siriano delle intese con la Lega Araba. Ribadiamo fortemente il nostro appello alle autorità siriane a fermare la repressione violenta e creare le condizioni per una rapida transizione politica. Sosteniamo l’azione della Lega Araba, della Turchia e guardiamo con attenzione ed incoraggiamo le prese di posizione in ambito Nazioni Unite, dove è stata approvata a stragrande maggioranza nei giorni scorsi una Risoluzione delle Nazioni Unite di condanna della Siria per le repressioni violente, mentre è sul tavolo del Consiglio di Sicurezza una bozza di risoluzione della Russia di condanna delle azioni violente delle autorità siriane, che rappresenta anch’esso un’evoluzione incoraggiante", conclude Massari.

Approfondimenti: Mediterraneo: il ruolo dell’Italia - Terzi, missioni in Paesi “chiave” della Primavera araba.