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Migliorare la governance di gestione del patrimonio architettonico tradizionale e formare i professionisti coinvolti nel recupero edilizio sostenibile e nella rigenerazione urbana. Sono gli obiettivi del progetto Her4Dev, che rientra nel programma europeo 'Investing in People. Strengthening capacities in the cultural sector', tenuto a battesimo ad Amman e che interessa Betlemme e Ramallah, nei Territori Palestinesi, e Salt in Giordania.


Realizzato in partenariato col Centre for Cultural Heritage Preservation i Riwaq della Palestina, e col CulTech della Giordania, coinvolge i Comuni e i vari ministeri dei Paesi interessati ed è diretto da RehabiMed, la prima rete euromediterranea di esperti nel settore, creata nel 2009 ponendo a frutto l'esperienza decennale di istituzioni e organizzazioni di oltre 40 Paesi, per consolidare un lavoro congiunto e continuo fra le sponde sud e nord del Mare Nostrum. L'attività segue un'impostazione che dà un valore preminente al rapporto con il luogo storico e ambientale, con un'attenzione particolare al recupero edilizio del patrimonio del Mediterraneo, tradizionale e contemporaneo, per migliorare le condizioni di vita degli abitanti e contribuire a preservare l'identità storica e culturale della regione.

Ad anticipare ad ANSAmed le linee maestre del progetto Her4Dev è stato Xavier Casanovas, presidente di RehabiMed, consulente dell'Unesco, un'autorità in materia, da oltre 20 anni impegnato nella direzione di programmi euromediterranei di rigenerazione del patrimonio. ''A partire dalla grande esperienza delle organizzazioni coinvolte, puntiamo a una serie di risultati: realizzare un registro del patrimonio culturale di Betlemme, Ramallah e Salt, piani di protezione e manuali di gestione'', spiega il direttore. ''Allo stesso tempo e approfittando di questa attività, si formerà un gruppo di professionisti in grado di assumere la gestione di tale patrimonio'', aggiunge.

Grazie alla lunga esperienza internazionale, Rehabimed, che affonda le radici nel programma Euromed Heritage e annovera fra i soci fondatori l'Universitat Politecnica de Catalunya, il Collegi d'Apareadors, Arquitectes Tecnics i Enginyers d'Edificacio' de Barcelona, e la Ecole d'Avignon e oltre 1000 membri della rete, garantirà la consulenza ai gruppi di lavoro di ognuna delle tre città. ''La sfida è favorire il recupero dei centri storici delle città mediterranee, oggi in piena effervescenza e cambiamento'', osserva Casanovas. Ma potendo contare su un'ampia competenza acquisita nel lavoro sul campo. ''Abbiamo alle spalle 15 anni di esperienza di lavoro in Palestina - ricorda il presidente di Rehabimed - prima con il progetto Corpus, col quale abbiamo realizzato una catalogazione e valorizzazione dell'architettura tradizionale di tutto il territorio, assieme ad associazioni locali. Poi, con lo stesso RehabiMed che, con Riwaq, ha apportato la sua esperienza in ricostruzioni e riattazioni singolari ed emblematiche in Palestina. Negli ultimi 5 anni, RahabiMed ha collaborato alla redazione ed edizione di un Manuale di recupero edilizio specifico per le città di Gerusalemme e, per incarico della Cooperazione spagnola, ha realizzato la valutazione delle ristrutturazioni realizzate negli ultimo 10 anni ad Hebron''.

Promuovere la ricerca e la formazione di esperti nel settore, diffondere una metodologia di lavoro multidisciplinare, aumentare la capacità di gestione delle amministrazioni, contribuire a migliorare le condizioni di vita dei popoli mediterranei sono le mete prefisse dal progetto, funzionali anche ad un altro obiettivo: avanzare sulla strada del partenariato euromediterraneo rafforzato nel 2008 con la creazione dell'UpM, con sede a Barcellona, che rinnova la sua identità di capitale mediterranea.