Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

“Un documento importante e coraggioso”, così ha definito la “strategia nazionale d'inclusione dei rom, dei sinti e dei caminanti”, l'assessore regionale Aldo Forte, membro della Commissione Politiche sociali della Conferenza delle Regioni, intervenuto nella trasmissione 'la radio ne parla' di Rai Radio 1 in un approfondimento sulla questione rom a cui hanno partecipato il direttore dell'Unar, Massimiliano Monnanni, il docente di cultura romani', Santino Spinelli Alexian, e il Presidente di Roma onlus, Graziano Halilovic.


“Le cronache degli ultimi anni hanno affrontato la questione rom solo per gli sgomberi - ha aggiunto Forte - oggi esiste un documento, nato per iniziativa del governo, che intende invertire la rotta e parlare di integrazione". “La strategia nazionale- spiega Forte- contiene due elementi di novità, apprezzati dalla Conferenza delle Regioni. Finalmente c'è un approccio strutturale a una questione che si trascina da troppi anni ed è ormai andata oltre l'emergenza. Un approccio a 360 gradi che interviene sui quattro temi chiave: casa, istruzione, lavoro e salute. In più, si punta a una sinergia interistituzionale, con il coinvolgimento dei vari ministeri competenti, tra cui quello all'integrazione, nonché dell'Unar, delle Regioni e delle autonomie locali, che sono in prima linea nel difficile compito di creare integrazione sul territorio”.

“Nota stonata - conclude Forte - le risorse per ora previste, circa 17 milioni, non sufficienti soprattutto per affrontare la questione abitativa. anche perché, in questo periodo di crisi, gli enti locali difficilmente possono essere chiamati a contribuire. soprattutto se si considera che negli ultimi tre anni il fondo nazionale per le politiche sociali da cui poter attingere per le politiche di integrazione ha subito un taglio dell'89 per cento”.