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La Conferenza delle regioni e delle Province autonome ha discusso e approvato nell’ultima riunione una “posizione” sulle modalità di partecipazione al negoziato europeo sul bilancio 2014-2020 della UE, sulla riforma della politica regionale e di coesione e della politica agricola comune e sui nuovi regolamenti dei fondi strutturali. Il Documento è stato inviato al Presidente del Consiglio e Ministro dell’economia Monti, ai Ministri Moavero Milanesi, Barca, Fornero, Catania, e Gnudi.


La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ritiene di fondamentale importanza per le Regioni e le Province autonome il negoziato attualmente in corso a livello europeo. In questa prospettiva – e in coerenza con quanto avvenuto nella stessa fase del negoziato europeo per la programmazione 2007-2013 - il 25 maggio scorso, la Conferenza aveva indicati tredici esperti di alto livello di altrettante Regioni per partecipare ad un gruppo di contatto con le amministrazioni centrali competenti, quale sede di confronto nelle varie fasi del negoziato europeo e di codecisione tecnica sulla progressiva formazione della posizione italiana. A distanza di dieci mesi di lavoro e di sei riunioni del Gruppo - unilateralmente denominato a livello centrale “Gruppo di coordinamento tecnico del Comitato di partenariato allargato sul futuro della politica di coesione” - la Conferenza segnala la difficoltà di contribuire ai lavori di un Gruppo dove le Regioni non sono chiamate a partecipare al negoziato ma, in assenza di alcuna forma di pariteticità, sono di fatto solo informate sull’attività che alcune amministrazioni centrali hanno già svolto nel negoziato.

Il Gruppo, inoltre, dopo una fase di avvio nella quale il contributo delle Regioni è stato possibile e proficuo, in quanto – pur con le carenze appena menzionate – almeno vi era una programmazione dei lavori, procede ora con riunioni convocate senza concordare la data e con due giorni di preavviso, cioè con modalità che di fatto rendono impraticabile la partecipazione ad alto livello che le Regioni avevano assicurato in precedenza. Al permanere di queste condizioni di lavoro nel Gruppo, la Conferenza ritiene utile allargare la presenza a tutte le Regioni cosicché le informative siano almeno rese direttamente e senza passaggi intermedi.

Richiamando il suo documento del 3 marzo 2011, la Conferenza ribadisce con forza, in ogni caso, la necessità che il Governo e le Regioni procedano con un costante allineamento delle informazioni sull’evoluzione del negoziato a livello europeo. In tal senso, invita il Governo a dare attuazione alle disposizioni della Legge 11 del 2005 (articolo 5, commi 7, 9, 10 e 11). In particolare, la Conferenza ritiene opportuno che il Presidente del Consiglio o il Ministro delegato al negoziato europeo informi e condivida da subito con le Regioni gli obiettivi negoziali del Paese. Inoltre, ritiene utile una periodica informativa a livello politico sugli sviluppi del negoziato. Per definire effettivamente tali modalità di partecipazione delle Regioni al negoziato, la Conferenza chiede con urgenza un incontro al Governo. In questo contesto, la Conferenza ribadisce infine l’utilità di rigenerare un Gruppo di contatto Regioni-Governo, quale sede di confronto sul negoziato europeo e di codecisione tecnica sulla posizione italiana, e si impegna, qualora il Governo addivenga ad un ripensamento delle funzionalità dell’attuale Gruppo, a favorire l’operatività del gruppo dal punto di vista della funzionalità e della rappresentatività.