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La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un ordine del giorno sull’accordo UE - Marocco di liberalizzazione degli scambi di prodotti agricoli e della pesca. Al centro la richiesta di intervento del Governo e della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo presso l’Unione Europea affinché si esiga uniformità di comportamento rispetto agli studi preliminari, agli accordi e il continuo monitoraggio del rispetto delle quote, oltre al rafforzamento dei controlli alle frontiere, per evitare frodi e violazioni dei prezzi di importazione.


Lo sviluppo di scambi commerciali tra l’UE e il Marocco è uno degli aspetti comuni di varie iniziative, a livello di Mediterraneo e bilaterale. Sul piano regionale il “Partenariato euro mediterraneo” (1995) che si è successivamente trasformato nell’”Unione per il Mediterraneo” (2008), ha promosso la creazione di “una zona di libero scambio euro mediterranea approfondita”. A partire dal 2000, le relazioni bilaterali UE-Marocco sono state gestite mediante un accordo di associazione specifico che stabilisce, tra l’altro, la progressiva liberalizzazione degli scambi dei prodotti agricoli e della pesca. In questo contesto, i negoziati per la graduale liberalizzazione dei prodotti agricoli e della pesca si sono conclusi nel dicembre 2009 e un nuovo accordo è stato firmato nel dicembre 2010.

Nel dicembre 2011, il Consiglio Europeo ha autorizzato l’avvio dei negoziati con il Marocco al fine di istituire una “Zona di libero scambio globale ed approfondita”, che comporta una graduale integrazione dell’economia marocchina nell’UE. Il 16 febbraio scorso in Parlamento Europeo, invece, è stato dato il via libera all'accordo commerciale con il Marocco, con 369 voti a favore, 225 contrari e 31 astensioni, che consente l'aumento delle quote di scambio per una serie di prodotti che potranno essere importati a tariffe doganali basse o pari a zero.

Le Regioni hanno già avuto modo già di esprimere delle forti preoccupazioni evidenziando gli effetti particolarmente destabilizzanti per l’economia, per i giovani e per le prospettive di sviluppo della agricoltura e della pesca. Da un punto di vista dell’impatto economico, infatti, la ratifica dell’accordo sottopone il mercato comunitario a dei rischi, causati dalle potenziali ricadute economiche negative nei territori specializzati nella coltivazione di ortaggi e di altre produzioni mediterranee (agrumi, olive, frumento). Nel medio e lungo periodo, un’offerta di prodotto estero a prezzi molto competitivi potrebbe ovviamente determinare un impatto sulla struttura produttiva agricola del nostro Paese ponendo fuori mercato le aziende che producono ortaggi fuori stagione. L’accordo sottopone, inoltre, i piccoli agricoltori ad effetti negativi derivanti dalle differenti condizioni di lavoro e di mercato che in Marocco risultano precarie, specialmente per quanto riguarda i diritti degli agricoltori, la lotta contro la frode, la protezione dell'ambiente e le norme di sicurezza alimentare.

Le Regioni pongono con forza, dunque, l’esigenza di ricorrere ad una immediata verifica e valutazione dell’impatto economico dell’accordo per le produzione dei paesi membri della Comunità, attivando, come previsto in occasione dell’accordo interregionale di cooperazione Mercosur (art. 29, Titolo VIII Accordo quadro interregionale di cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Mercato comune, del Sud e i suoi Stati parti, dall’altra – Dichiarazione congiunta sul dialogo politico tra l’ Unione europea e il Mercosur, GUUE L 069 del 19/03/1996) gli opportuni e necessari studi e analisi tecniche. Le Regioni raccomandano tra le altre cose  che l'accesso al mercato interno dell'Unione europea sia subordinato alla regole sanitarie, fitosanitarie e ambientali standard e l’attivazione di misure e controlli negli scambi tra il Marocco e l'Unione europea in materia di ambiente, sicurezza alimentare, al fine di garantire una concorrenza leale tra i due mercati, accompagnata da una modifica del regolamento di attuazione dell'organizzazione comune di mercato per introdurre misure di controllo efficaci.

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