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Il rafforzamento e il miglioramento della cooperazione regionale nel bacino adriatico-balcanico, ai fini anche di una accelerazione del processo di integrazione europea, sono stati al centro della decima conferenza dei presidenti dei parlamenti dei paesi aderenti alla Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI) svoltasi nei giorni scorsi a Belgrado sotto la presidenza di turno della Serbia.

  

Per l'Italia è intervenuto l'on. Roberto Antonione, presidente della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare dell'InCE, che ha ribadito il forte impegno del nostro paese a favore della piena integrazione dell'intera regione balcanica nell'Unione europea. Antonione ha al tempo stesso sottolineato l'azione dell'Italia a sostegno del progetto di creazione di una Macroregione adriatico-ionica che, ha detto, "può rappresentare un fattore importante e decisivo di integrazione transnazionale, e agevolare ulteriormente l'ingresso di tutti gli stati dell'area nel contesto comunitario".

 

A presiedere i lavori nella sede del parlamento di Belgrado è stata Slavica Djukic-Dejanovic, il presidente dell'Assemblea che ha anche l'interim della presidenza della repubblica fino all'elezione di un nuovo capo dello stato in Serbia (il 6 maggio). La cooperazione regionale, ha detto Djukic-Dejanovic, è una delle priorità della politica estera della Serbia, il cui obiettivo è l'integrazione piena nella Ue. Ciò, ha aggiunto, sarà un fattore di stabilità e sviluppo nell'area dei Balcani e servirà a migliorare le relazioni di buon vicinato fra i paesi della regione protagonisti della drammatica stagione dei conflitti degli anni novanta.

Alla conferenza è intervenuto anche il segretario generale dell'organizzazione regionale, Fabio Pigliapoco. Il primo giugno prossimo la presidenza di turno dell'IAI passerà dalla Serbia alla Slovenia, rappresentata alla riunione di Belgrado dal presidente del parlamento Gregori Virant. Della Iniziativa Adriatico-Ionica, costituita nel 2000, fanno parte Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Croazia, Serbia, Slovenia, Grecia e Italia, gli ultimi tre paesi membri della Ue.