Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

Dopo le rivolte arabe "avvertiamo l'esigenza di rafforzare le relazioni tra le due sponde del Mediterraneo sulla base di rapporti autentici, paritari e di lunga durata". Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi aprendo una conferenza alla Farnesina sul ruolo dell'Osce nel Mediterraneo, promossa da Ipalmo e Iai.


L'Osce, ha spiegato Terzi, "può contribuire a mettere in pratica questo approccio di lunga durata" con la sua expertise nello "sviluppo del capitale umano, sostegno al ciclo elettorale, controllo democratico delle forze armate e di polizia, attività di capacity building nel settore giudiziario, a tutela delle minoranze religiose, coinvolgimento della società civile nelle scelte politiche" e sulla tratta di esseri umani, il cui tema sarà al centro di una conferenza in autunno a Roma, ha annunciato Terzi.

L'obiettivo è "costruire una casa comune euro-mediterranea, ma per questo progetto "occorre coinvolgere di più i Paesi partner e l'Osce deve "approfondire le relazioni con le organizzazioni regionali, quali la Lega Araba e il Consiglio di Cooperazione del Golfo". Inoltre, "si sta valutando di costituire con l'Osce un centro collegato ai nostri think tank per diffondere i valori dell'organizzazione e favorire le energie positive della società civile, del mondo accademico e dei giovani verso nuove iniziative".

L'Italia "non intende sottrarsi a questa sfida", ha aggiunto il Ministro, ricordando che i nuovi governi nordafricani "hanno chiesto di formalizzare su nuove basi il partenariato strategico con l'Italia, come avvenuto con Libia e Tunisia". E anche in Egitto "abbiamo ottimi rapporti con le nuove forze politiche e la società civile" e l'Italia "rispetterà le sue scelte democratiche, espresse con un elevato livello di partecipazione al primo turno delle elezioni presidenziali".