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“Una democrazia è vitale e vibrante solo se tutti i cittadini, uomini e donne, di qualsiasi credo religioso e appartenenza sociale, si riconoscono nella partecipazione alla 'cosa pubblica'”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un discorso all’Assemblea costituente tunisina, dallo scorso ottobre al lavoro per definire la nuova architettura post-rivoluzione.


Il capo dello Stato, primo presidente di un Paese dell’Unione europea ad avere la possibilità di parlare in questo consesso, a conclusione di una sua visita nei giorni scorsi in Tunisia, ha sottolineato che è “fondamentale che sia garantita la più ampia rappresentatività del Parlamento, dove l'irrinunciabile ruolo delle opposizioni permette a tutte le voci della nazione di contribuire alle scelte legislative”.

Un “esempio” per i Paesi della “Primavera araba”
Al termine dei colloqui con il vertice dello Stato e del governo tunisini, Napolitano ha ricordato che la Tunisia è "un esempio" per i Paesi della rivoluzione araba e ora deve cementificare le proprie istituzioni democratiche dimostrando "solidità e stabilità". Per questo motivo l'Italia ha la necessità ed il dovere di aiutare la giovane democrazia tunisina che ha iniziato un interessante percorso costituente. "Ci si aspetta molto dall'Italia, non basta solo l'incoraggiamento, occorre dare una mano concreta perché senza aiuti anche le conquiste istituzionali possono essere a rischio", ha detto Napolitano dopo aver incontrato il Presidente Moncef Marzouk e il Premier Hamadi Jebali.

Il tema dell’immigrazione
Uno dei temi centrali della visita è stato quello dell'immigrazione, regolare e clandestina. Mai più "viaggi della morte", si è augurato il capo dello Stato sottolineando come per troppi si parta pensando di fare un “viaggio della speranza” che si trasforma in tragedia. Per questo il Presidente ha garantito “la piena attenzione umanitaria dell'Italia e il massimo impegno nel cercare notizie degli scomparsi” incontrando, insieme al Ministro degli Esteri Giulio Terzi, i rappresentanti dei familiari di alcuni emigranti che risultano dispersi dopo aver lasciato la Tunisia alla volta dell'Italia nello scorso anno. La Tunisia è comunque “sulla strada giusta” e il Presidente della Repubblica ha invitato gli imprenditori a continuare con coraggio ad investire in questo Paese a due passi dall'Italia dove il turismo rappresenta ancora una ricchezza in gran parte inesplorata.

Accordo per “partenariato strategico”
Italia e Tunisia hanno avviato un partenariato strategico con la firma, da parte del Ministro Terzi, e del suo collega tunisino, Rafik Abdessalem, di una dichiarazione congiunta nella quale l'Italia conferma il suo impegno affinché la Tunisia possa essere ammessa al “partenariato privilegiato” nei confronti dell'Unione europea e per “l'attribuzione di un consistente supporto dell'Unione Europea a sostegno degli sforzi in vista dello sviluppo sociale ed economico della Tunisia”. Nella dichiarazione si fa riferimento al “valore della tradizionale amicizia tra i due Paesi che ha contribuito in maniera sostanziale al rafforzamento della cooperazione euro-mediterranea e alla promozione della pace e della prosperità nella regione, attualmente attraversata da grandi mutamenti politici e sociali”. Italia e Tunisia, poi, si dicono “intenzionati ad operare affinché il diversificato e reciprocamente vantaggioso partenariato italo-tunisino divenga un modello di riferimento per il rafforzamento e l'intensificazione della cooperazione e del dialogo tra i popoli delle due sponde del Mediterraneo”.

Una politica di “sviluppo solidale”
Nella dichiarazione i due Paesi si dicono, poi “convinti della necessità di mettere in atto una politica di sviluppo solidale, rivolta in particolare alle regioni tunisine più svantaggiate, quale elemento chiave di un partenariato rafforzato volto a favorire un condiviso progresso sociale ed economico” e “consapevoli dell'importanza di mettere in atto meccanismi di consultazione periodica volti a consolidare la collaborazione bilaterale ed approfondirne le prospettive nei settori economico e sociale”. Nella dichiarazione si dice quindi che “l'Italia e la Tunisia agiranno al fine di creare un partenariato strategico rafforzato, volto al rafforzamento dei rapporti bilaterali con particolare riguardo alla collaborazione nei settori dello sviluppo economico e sociale solidale, della mobilità, della ricerca scientifica e della cultura”. Nell'ambito dell'accordo i due Paesi hanno deciso di tenere - alternativamente a Roma e Tunisi, a cadenza annuale - delle riunioni annuali ai massimi livelli (Capi di Stato) con la partecipazione dei Ministri degli Esteri e “di quelli competenti per ciascuno dei settori di collaborazione bilaterale”.