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La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato, il 25 luglio scorso, una posizione sulle politiche mediterranee. Il documento è stato inviato al Ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi,  al Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, al Ministro per gli Affari Regionali, Piero Gnudi, ed è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito web Regioni.it.


Di seguito il testo integrale “Posizione delle Regioni e delle Province autonome  sulle politiche mediterranee”:

"La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, tenuto conto dell’importanza strategica che l’area mediterranea riveste dal punto di vista socio-economico e culturale per l’intera Europa, preso atto dei profondi cambiamenti intervenuti nel bacino del Mediterraneo, anche a seguito degli accadimenti riguardanti la cd. “Primavera Araba”, ritiene di dovere dare un proprio contributo alla presa di consapevolezza di tale cambiamento a supporto delle nuove strategie e dei nuovi strumenti nazionali ed europei. La Conferenza, ribadendo il proprio impegno per contribuire a rendere più efficaci i percorsi di avvicinamento  con i popoli dei Paesi del sud del Mediterraneo in relazione alle proprie competenze in tema di sviluppo locale, formazione, sanità, governance, condivide le seguenti riflessioni e proposte:

- tenuto conto che il processo di Barcellona, varato nel 1995 come strumento centrale delle relazioni euro-mediterranee, ha di fatto privilegiato i legami di partenariato istituzionale con i governi centrali;
- considerato che anche l’Unione per il Mediterraneo, istituita a Parigi nel 2008, che ambiva alla creazione di una governance multilaterale, non ha soddisfatto appieno le aspettative iniziali per mancanza di una vera coesione e condivisione politica degli obiettivi da parte degli Stati membri;
- considerati i buoni risultati della Politica Europea di Vicinato (PEV) la cui strategia prevede il coinvolgimento dei territori con particolare attenzione al sistema civile e al sistema imprenditoriale privato;
- vista la volontà di proseguire nella suddetta strategia attraverso i nuovi strumenti europei di cooperazione;
- vista l’esperienza delle Regioni maturata attraverso le attività di Cooperazione decentrata grazie alla quale, in linea con principi quali il rispetto e lo sviluppo dei diritti umani, sono stati creati e consolidati partenariati forti tra attori omologhi della società civile dei Paesi partner;
- considerati gli importanti flussi migratori nei diversi paesi europei che si sono generati da diversi Paesi della sponda sud del Mediterraneo a seguito degli eventi riguardanti la cd. Primavera Araba;
- visto l'insufficiente coinvolgimento delle autonomie locali nella determinazione delle strategie e degli obiettivi delle politiche di cooperazione avviata dall’Unione europea nel bacino del Mediterraneo e vista, inoltre, la necessità di attivare idonei ed efficienti meccanismi di raccordo, anche finanziari, fra le politiche e i programmi di cooperazione con tali Paesi e gli strumenti di cooperazione transfrontaliera dell’Unione;
- considerati i ritardi della Commissione europea nella puntuale definizione di politiche attive in ossequio a quanto stabilito dall’art.174 del Trattato di Lisbona,
la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome chiede al Governo di condividere che:

1. la strategia e gli strumenti della politica per il Mediterraneo debbano prevedere un approccio territoriale integrato in grado di valorizzare le vocazioni e le identità locali con un nuovo percorso, non più centralizzato, che parta dal basso verso l’alto e che si fondi su principi quali: dialogo culturale e politico tra pari, co-ownership, cosviluppo, multiattorialità, multidimensionalità, governance multilivello;
2. nell’ambito dei nuovi assetti ed equilibri politici, sociali ed economici riguardanti i Paesi del Mediterraneo, sia riconosciuto il ruolo fondamentale e primario che il sistema delle Regioni svolge nel processo per la costruzione del dialogo politico e istituzionale e del sostegno ai processi di democratizzazione attraverso la valorizzazione e la capitalizzazione delle esperienze maturate nell’ambito delle attività di cooperazione decentrata;
3. siano attivate forme di coinvolgimento preventivo delle Regioni nella definizione degli Accordi Bilaterali che vengono posti in essere dall’Unione europea con i Paesi terzi dell’area del Mediterraneo;
4. sia garantito un pieno sostegno alle candidature delle Regioni italiane quali future Autorità di Gestione dei nuovi Programma di cooperazione transfrontaliera promossi dall’Unione europea;
5. sia attivato per i Paesi della sponda sud del Mediterraneo un quadro normativo di riferimento quale è stata la legge 84 del 2001 per i Balcani che tenga conto anche delle esigenze legate alle conseguenze della Primavera Araba e che favorisca un programma articolato di interventi volti allo sviluppo sostenibile e ad una crescita inclusiva dell’area mediterranea;
6. nella strategia per il Mediterraneo siano attivati strumenti e politiche a sostegno delle MPMI che favoriscano lo start up, la creazione di posti di lavoro, l'accesso al credito e lo sviluppo delle risorse umane, nonché sostengano il business advisory, necessario per accompagnare le MPMI nella loro crescita, consolidamento e internazionalizzazione;
7. la Commissione europea definisca delle puntuali politiche attive in ossequio a quanto stabilito dall’art. 174 del Trattato di Lisbona in tema di insularità, equiparando il parametro dell’insularità a quello dell’ultraperifericità
".