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Pubblicata la relazione sui primi risultati del sondaggio Eurobarometro della primavera 2012, che mette in luce la percezione che i cittadini europei hanno dell'attuale situazione economica, le loro preoccupazioni per il futuro e il loro parere sulla crisi e la strategia Europa 2020. Il sondaggio è stato realizzato mediante colloqui individuali tra il 12 e il 27 maggio 2012. In totale sono state intervistate 32.728 persone nei 27 Stati membri dell'UE e nei paesi candidati.


I cittadini europei, dicono i risultati del sondaggio semestrale della Commissione europea, sono ampiamente favorevoli alle iniziative per la crescita, la stabilità e l'occupazione messe a punto dall'UE. Mentre entriamo nella seconda metà dell'anno, in cui - dopo il "semestre europeo" - tocca agli Stati membri agire, l'opinione pubblica dell'UE considera priorità assolute la modernizzazione dei mercati del lavoro per creare occupazione e il sostegno ai poveri e alle persone socialmente emarginate. Il sondaggio rivela inoltre che gli europei ritengono adeguato il livello di ambizione dei principali obiettivi stabiliti dall'UE, ad esempio assicurare che i tre quarti della popolazione in età lavorativa abbiano un lavoro.

L'atteggiamento dei cittadini nei confronti della strategia Europa 2020, la strategia di crescita dell'UE, appare incoraggiante, soprattutto per quanto riguarda l'importanza delle iniziative e il livello di ambizione. Nel complesso, il 40% degli europei (+2 punti percentuali) ritiene che l'UE stia procedendo nella giusta direzione per uscire dalla crisi e far fronte alle nuove sfide a livello mondiale. Meno incoraggiante la percezione degli italiani: solo il 17% degli intervistati ritiene infatti che si stia andando nella buona direzione, con un calo di 4 punti percentuali rispetto al sondaggio dell’autunno 2011.

Sebbene le variazioni tra i paesi siano significative, alcuni segnali indicano che gli europei sono meno pessimisti, mentre sempre più persone affermano che il peggio della crisi è ormai alle spalle. Il 30% degli europei pensa che le ripercussioni della crisi sul mercato del lavoro abbiano già raggiunto il loro culmine (un incremento di 7 punti rispetto al precedente sondaggio), ma solo il 25% degli italiani (percentuale invariata) condivide questo punto di vista.Oltre 8 europei su  10 ritengono che, a seguito della crisi, gli Stati membri dovrebbero cooperare più strettamente. Gli italiani non la pensano diversamente: ben l'82% condivide questa opinione. Inoltre, il 54% dei cittadini del nostro paese (un punto percentuale in più rispetto alla media UE) ritiene che l’UE uscirà rafforzata nel lungo termine.

Come nei precedenti sondaggi, le risposte relative alla situazione delle economie nazionali differiscono notevolmente da uno Stato membro all'altro: mentre la situazione economica è giudicata buona da più di tre quarti della popolazione in Svezia, Lussemburgo e Germania, meno del 5% degli abitanti condivide questa opinione in Irlanda, Portogallo, Spagna e Grecia. Nel complesso, gli ultimi sei mesi hanno visto una certa stabilità nel numero sia di coloro che giudicano buona l'attuale situazione economica nazionale (27%, –1%), sia di coloro che la considerano negativa (71%, invariato). Decisamente più elevata la percentuale di italiani che ritiene negativa la situazione economica del nostro paese (92%), a fronte di un 7% che la considera positiva. Per i nostri connazionali, le tre sfide principali che l’Italia deve affrontare in questo momento sono disoccupazione (49%), situazione economica (42%) e pressione fiscale (29%).

Gli europei continuano a vedere l'UE come l'attore più efficace, insieme ai governi nazionali, per affrontare gli effetti della crisi economica. Come di consueto, l'Eurobarometro mostra similitudini e differenze nell'opinione pubblica degli Stati membri dell'UE in relazione alle principali preoccupazioni dei cittadini (disoccupazione, inflazione e situazione economica).