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La parternship fra pubblico e privato nella regione del Mediterraneo ormai è diventata ''una necessità''. Lo ha spiegato Allal Ouazzani Touhami, consulente del segretariato dell'Unione per il Mediterraneo, in occasione di un dibattito nel corso delle Giornate europee dello sviluppo sostenibile a Bruxelles.


In questo momento difficoltà a livello finanziario ''ci sono a Nord come a Sud'' del bacino e quelle della regione sono ''sfide enormi'', a partire da quella dell'occupazione. Non a caso una delle prossime iniziative del segretariato di Barcellona sarà 'Med 4 jobs', il primo progetto targato Upm dedicato all'emergenza lavoro. Secondo l'esperto del segretariato di Barcellona, per i Paesi della regione ''sarà sempre più importante diversificare le fonti di finanziamento, ma anche la gestione'' di eventuali progetti. È a questo punto che entra in gioco il ruolo del privato. Le grandi società sono quelle ad avere più possibilità di collaborare con la pubblica amministrazione, ma non bisogna dimenticare le piccole e medie imprese, le più diffuse nell'area euro-mediterranea. L'interesse per tutte è quello di ampliare il proprio mercato.

Perché la collaborazione pubblico-privato dovrebbe funzionare? Secondo Touhami ''tre sono i suoi punti di forza: il trasferimento di competenze da parte del soggetto privato che il settore pubblico non ha; l'ottimizzazione dei risultati; l'assunzione partecipata del rischio''. Perché queste partnership si realizzino nella regione non mancano sfide ed ostacoli. Un fattore rilevante è il diverso livello di autonomia degli enti locali, ''molto differente da un Paese all'altro'' nell'area euro-mediterranea, sottolinea Touhami.

''Una delle sfide - racconta l'esperto dell'Upm - è lo sviluppo del settore bancario locale, garantire gli investimenti. A volte ci sono Paesi del Sud dove non si possono trasferire soldi perchè gli enti locali non hanno diritto ad aprire un conto bancario''. In questo contesto può entrare in gioco la competenza e l'esperienza di altri enti locali della regione euro-mediterranea, specie della sponda Nord. ''Il miglior aiuto - conclude Touhami - è quello che aiuta a non aver bisogno di aiuto: il Nord quindi aiuti il Sud, ma a diventare autonomo''.