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Con la rielezione di Barack Obama "l'America è più forte" e il suo ritorno alla Casa Bianca "rappresenta un'ulteriore grande opportunità per l'Unione Europea e per l'Italia". Il ministro degli esteri Giulio Terzi commenta così la vittoria di Obama.


"E' un'America più forte" perché "continua su un percorso che sta dando risultati sul piano della crescita e dell'occupazione, con 5 milioni di posti di lavoro creati dall'inizio di questo mandato Obama e sul piano della ripresa industriale", ha spiegato Terzi sottolineando di guardare anche a "cosa è accaduto nell'Ohio ma anche altrove nella gestione della politica industriale". E' quindi "un'America più forte nelle sue componenti economiche, nei suoi fondamentali economici", ha proseguito. Ma anche "sul piano internazionale" dove la direttrice della continuità la rende "ancora più forte". Perché è un'America che "continuerà a premiare il multilateralismo, continuerà nell'approccio di apertura e dialogo verso un mondo che si trasforma soprattutto nei paesi arabi e del Mediterraneo. Ed è un'America più forte anche nel dialogo verso l'Europa perché crede e continuerà a credere nel processo di integrazione europea, nell'approccio di concertazione con gli europei sulle modalità per stabilizzare la finanza internazionale ed i mercati". In questo senso "anche per l'Ue e per l'Italia rappresenta uno stimolo ulteriore ad andare avanti sia all'interno dell'Europa sia nel contesto europeo che in quello transatlantico per affrontare le sfide che abbiamo di fronte" ha ribadito Terzi.

Terzi sottolinea l'importanza della continuità, con la vittoria di Obama, nella gestione della crisi. "La possibilità di continuare a dialogare e cooperare nella gestione finanziaria, nella stabilità dei mercati, nell'integrazione Ue e soprattutto nel rafforzamento dell'euro sono punti fermi dell'amministrazione Usa che vanno a tutto vantaggio del nostro paese", ha detto intervenendo a Rai3. Un sostegno che sarebbe stato "tutto da vedere" con una gestione repubblicana.

Con la vittoria di Barack Obama si riconferma quell’"apertura al dialogo" nelle questioni internazionali messa in campo negli ultimi quattro anni dell'amministrazione democratica che "combacia con la caratteristica genetica della politica estera italiana". Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, intervistato sui canali Rai dopo la vittoria di Obama. Il titolare della Farnesina ha fatto riferimento a tre grandi dossier internazionali: l'Iran, la Siria e la Libia. Sul controverso capitolo nucleare iraniano Terzi si è detto convinto che dall'amministrazione Obama ci sarà "un rinnovato impulso ad una situazione negoziale" di fronte al rischio che il programma nucleare di Teheran abbia finalità militari.

Anche in Siria il presidente americano rieletto e i suoi collaboratori, ne è convinto il ministro Terzi, opteranno per "una soluzione politica incentrata sull'impulso all'unificazione di tutte le forze dell'opposizione". Una strada che l'Italia sta perseguendo con "un ruolo molto attivo per dar vita ad un'alternativa reale al regime di Assad". Reduce da una missione a Tripoli, il ministro ha rilevato come anche sulla Libia del dopo-Gheddafi ci sia convergenza con la casa Bianca. Comune è infatti la convinzione - espressa a più riprese dal segretario di Stato Hillary Clinton - che "i processi di trasformazione politica, soprattutto paesi mediterranei, vanno sostenuti e accompagnati.