Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

Il sostegno all'istruzione dev'essere alla base delle nuove relazioni dell'Unione europea con i Paesi coinvolti nei movimenti della primavera araba. Bruxelles non è chiamata soltanto a stanziare più fondi, ma dovrebbe fornire maggiore assistenza tecnica e scambi di esperienze alle nascenti democrazie. È quanto si afferma in uno studio presentato al Parlamento Ue dal Centro per gli studi europei (Ces).


Tra il dicembre del 2011 e lo scorso agosto il Ces ha raccolto sul portale 'Springeneration' migliaia di idee e commenti su come rafforzare le relazioni tra le due sponde del Mediterraneo. Si tratta di idee e proposte arrivate principalmente da giovani dei Paesi dell'Africa settentrionale. Il tema che si è rivelato stare più a cuore è quello legato all'educazione delle nuove generazioni. Oltre a chiedere più aiuti finanziari da parte dell'Ue, i giovani della regione sperano che Bruxelles faciliti la mobilità degli studenti attraverso la semplificazione delle procedure per ottenere il visto. Le istituzioni comunitarie sono anche invitate a fornire maggiore assistenza tecnica, in particolare per quanto riguarda i sistemi d'incentivazione degli studenti basati sul merito e il processo di decentralizzazione delle università.