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Facilitare l'accesso alle carriere internazionali di giovani donne provenienti da Nord Africa e Medio Oriente. Con questo obiettivo si è aperta nei giorni scorsi alla Farnesina la 'Women in Diplomacy School', ideata dal Ministero degli Esteri e dalla Sioi su iniziativa del ministro Giulio Terzi.


La prima edizione del corso è rivolta a venti giovani donne provenienti da Algeria, Egitto,Tunisia, Giordania, Libano e Libia e si svolge in una "settimana cruciale" per l’Italia tra elezioni politiche, la fine del papato di Ratzinger e la prima visita del neosegretario di Stato americano John Kerry per una riunione sulla Siria, ha ricordato aprendo i lavori il sottosegretario Marta Dassù, sottolineando il ruolo "chiave" del Mediterraneo per la politica estera italiana, a partire dalla questione dei diritti umani nei paesi delle primavere arabe.

La scuola vuole creare un "network che unisce le due sponde del Mediterraneo in questo momento così drammatico", ha spiegato il segretario generale della Farnesina Michele Valensise, che dalle giovani donne arrivate a Roma si aspetta un contributo di "aria fresca e idee". Il contributo femminile è sempre più importante anche alla Farnesina. Fino a quaranta anni fa era "un’eccezione, oggi è la normalità", ha detto Valensise, ricordando che all’ultimo concorso oltre il 42% dei neodiplomatici è donna.

Le lezioni della ‘WID school’ si svolgono in quattro sessioni: Understanding Global Trends, Leadership In International Organizations, Women and Leadership, Communication: A Key Instrument For Success. Sono previsti, inoltre, due seminari organizzati dall’ambasciata degli Stati Uniti a Roma e dal Robert F. Kennedy Training Institute a Firenze.