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Potere sostitutivo nei confronti delle Regioni che non adempiono all’attuazione degli atti normativi comunitari: su questo si è pronunciato il Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi quando ha predisposto due nuovi strumenti normativi: la Legge Europea e la Legge di delegazione europea 2013.

Si tratta di provvedimenti che nascono dalle importanti modifiche che la legge n. 234 del 2012 ha introdotto nella legge comunitaria (il principale strumento di attuazione della normativa UE, che regola modalità e tempi per la trasposizione delle direttive).

I nuovi strumenti normativi – si legge nella nota di Palazzo Chigi - hanno l’obiettivo di porre rimedio al problema dei lunghi tempi di approvazione in Parlamento della legge comunitaria annuale, che sono spesso il prodotto dell’inserimento nella legge di disposizioni diverse dal semplice conferimento di delega legislativa (in particolare, le disposizioni modificative o abrogative di disposizioni statali vigenti necessarie per risolvere procedure di infrazione).

Maggiori garanzie per il tempestivo adeguamento agli obblighi europei consentono di ridurre il rischio di procedure di infrazione a carico dell’Italia. Ciò, peraltro, in linea con l’azione del Governo che, già con il decreto “salva infrazioni” approvato a dicembre 2012,ha consentito all’Italia di portarsi, per la prima volta da decenni, al di sotto del livello delle 100 procedure di infrazione in corso (confronta comunicato stampa n. 57 del 6 dicembre 2012).

Per raggiungere questo obiettivo le novità introdotte dalla legge n. 234 del 2012 “sdoppiano” la legge comunitaria. In sintesi: entro il 28 febbraio di ogni anno il Governo deve presentare la legge di delegazione europea, che contiene le deleghe all’Esecutivo per l’attuazione delle direttive europee e delle decisioni quadro che devono essere recepite nell’ordinamento nazionale. Se necessario, il Consiglio dei Ministri può presentare, in aggiunta alla legge di delegazione, la legge europea che contiene disposizioni volte più in generale a garantire l’adeguamento dell’ordinamento interno all’ordinamento europeo. In particolare la legge europea può prevedere modifiche a norme statali oggetto di procedure d’infrazione nei confronti dell’Italia (o di sentenze della Corte di giustizia europea); disposizioni per assicurare l’applicazione di atti dell’UE; l’attuazione di trattati internazionali conclusi nel quadro delle relazioni esterne dell’Unione. La legge europea può anche prevedere l’abrogazione e la modifica di norme in contrasto con gli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione. La legge europea, infine, contiene i presupposti per l’esercizio del potere sostitutivo dello Stato nei confronti delle Regioni che non adempiono all’attuazione degli atti normativi comunitari nelle materie di loro competenza, e non provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli Accordi internazionali e degli atti dell’Unione Europea. 

La legge di delegazione europea e la legge europea 2013 hanno particolare importanza perché, nei rispettivi ambiti di competenza, recepiscono i contenuti dei due disegni di legge comunitaria (disegno di legge comunitaria 2011 e disegno di legge comunitaria 2012) che, a causa dello scioglimento anticipato delle Camere, non sono stati approvati durante la scorsa legislatura.