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Come conciliare sostenibilità e crescita, ambiente ed economia - binomi che spesso possono apparire in contrapposizione. Come prevenire e prepararsi alle sfide dell'ambiente e della disponibilità di risorse nel futuro. Sono stati i temi centrali del quarto appuntamento dei dialoghi con i cittadini, tenutosi nei giorni scorsi a Pisa con il Commissario all'Ambiente Janez Potočnik.

Circa 300 cittadini, giovani studenti, rappresentanti di associazioni e organizzazioni non governative si sono confrontati con il Commissario nell'imponente e accogliente cornice della Stazione Leopolda della città toscana. L’iniziativa è stata promossa dalla Commissione europea nell'ambito dell'Anno europeo dei cittadini, celebrato per tutto il 2013.

Tantissime le domande su come incentivare stili di vita e comportamenti sostenibili, come garantire la biodiversità, migliorare il trattamento dei rifiuti ed educare al rispetto dell'ambiente a cui il responsabile UE per l'ambiente ha risposto puntualmente. Tanti anche gli interventi raccolti nei vari social media e in particolare su Twitter tramite l'hashtag #EUdeb8.

Alla vigilia dell'incontro, il Commissario Potočnik aveva commentato: ""E' essenziale che lo sviluppo diventi sostenibile e la società civile ha un ruolo fondamentale nel contribuire a raggiungere questo obiettivo. Penso che la pressione esercitata da cittadini "illuminati", in particolare grazie al potere conferito dai social media, giocherà un ruolo decisivo per spingere politici e imprese a fare scelte più sostenibili".

Si stima che la popolazione del nostro pianeta supererà quota 9 miliardi entro la metà di questo secolo. Dovremo condividere il nostro pianeta con 3 miliardi di consumatori della classe media in più entro il 2030. Ciò è positivo per quei 3 miliardi di persone il cui standard di vita crescerà sensibilmente, nonché per le imprese che si espanderanno per soddisfare l'aumento della domanda. Tuttavia, le nuove richieste metteranno a dura prova molte risorse. Avremo bisogno del triplo delle risorse attuali, ossia 140 miliardi di tonnellate all'anno , entro il 2050. Per la domanda di cibo, mangimi e fibre si prevede un incremento del 70%.

Eppure al giorno d'oggi gli ecosistemi su cui si basano queste risorse sono già stati sfruttati al 60%. Senza progressi significativi in termini di efficienza, entro il 2030 avremo bisogno del 40% di acqua in più rispetto alla quantità a noi accessibile.

"A mio parere - ha detto il Commissario - se non interveniamo molto presto in tal senso, ci troveremo di fronte a una crisi di risorse altrettanto grave quanto l'attuale crisi economica e finanziaria, con lo stesso numero di persone coinvolte direttamente".