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Ai più (gli oltre 58.000 visitatori e turisti che si sono avvicendati in piazza Sant’Oronzo) il Festival della Dieta Med-Italiana, che ha avuto luogo a Lecce dal 24 al 28 aprile, è sembrato sicuramente un bellissimo e riuscitissimo evento, pieno di colori, sapori ed aromi.

Eppure quello inaugurato dal prefetto di Lecce Giuliana Perrotta, dall’assessore all’agricoltura della Provincia di Lecce Francesco Pacella, dal vice presidente della Camera di Commercio locale Corrado Brigante e dal delegato del Comune di Lecce Antonio Lamosa, è molto più di un evento ben congegnato e riuscito, è un vero e proprio modello di sviluppo economico territoriale il quale, tramite il Festival, ha avuto modo di esplicarsi e di sperimentarne la validità sul campo.  Risultato? Esperimento riuscitissimo. Ora sì che si può davvero lavorare sul futuro del territorio e dei suoi giovani.

È un modello di sviluppo economico basato sulla complementarietà tra turismo, valorizzazione dei prodotti agroalimentari autoctoni e cucina tradizionale locale. Tutto è partito da 25 giovani, dagli studenti della classe 4B dell’Istituto “Galilei - Costa” di Lecce i quali, insieme ai loro docenti e fortemente spalleggiati dall’assessore Pacella e dalle altre istituzioni locali (Camera di Commercio, Comune di Lecce, Regione Puglia, Coldiretti, Cia, Gal “Terra d’Otranto”, “Serre Salentina” e “Capo di Leuca”), hanno messo in piedi in cinque mesi di lavoro una macchina capace di attirare migliaia di turisti e visitatori dal resto d’Italia e dall’estero utilizzando e “sfruttando” la buona, sana e internazionalmente riconosciuta Dieta Mediterranea.

Il primo grande lavoro è stato svolto on line, sul web, gli studenti leccesi hanno ideato, realizzato e diffuso già da alcuni mesi prima dell’evento l’originale formula turistica “Vado, l’assaggio e torno” con cui oltre 100 strutture ricettive potevano offrire nel periodo del Festival ospitalità in modalità low cost. Hanno inviato complessivamente 700.000 e-mail, di cui un quarto all’estero, invitando i destinatari a raggiungere il Salento a fine aprile. Parallelamente hanno implementato il “Manutipico Salentino” e l’ “Aperitipico Salentino” con cui i ristoranti ed i bar della città hanno accolto i visitatori, appunto, con un menu e degli aperitivi composti esclusivamente da prodotti locali. Infine hanno individuato ed invitato oltre 60 piccole aziende agroalimentari del territorio ad esporre, presentare e principalmente raccontare i loro prodotti ed il loro lavoro.

“l Festival e tutto il progetto legato alla Dieta Med-Italiana sono una sorta di partita in cui paradossalmente vincono tutti.  – dichiarano gli studenti salentini -  Vincono i visitatori ed i turisti, italiani e stranieri, che, giunti in migliaia per il ponte del 25 aprile, hanno trovato in un’unica location, nel cuore della città, oltre 60 piccoli produttori locali dell’agroalimentare che permettono la degustazione, la conoscenza e l’apprezzamento di più di 1.000 prodotti tipici diversi, dagli ortaggi ai prodotti da forno, dall’olio extravergine d’oliva di qualità ai vini di uve autoctone, dai formaggi e salumi realizzati in masseria ai sott’oli gustosi e genuini. Vincono le aziende agricole espositrici in quanto in cinque giorni hanno avuto la possibilità di raccontare la loro storia, il loro lavoro ed i loro prodotti ad una quantità infinita di persone che hanno incontrato per la prima volta. Vincono le istituzioni locali che hanno supportato l’evento (Provincia, Regione, Camera e Comune) perché hanno potuto toccare con mano la validità e l’efficacia del progetto in cui hanno creduto. Vincono le associazioni di categoria (Salento d’Amare, Coldiretti e Cia) ed i GAL che si sono viste ringraziare dai loro associati per l’ospitalità ed il coinvolgimento. Vince la città e tutto il territorio in quanto hanno avuto modo di essere scoperte e apprezzate da un nuovo e grande pubblico. E vincono naturalmente i ristoratori, gli albergatori, i gestori di b&b, i bar ed i commercianti per il grande business generato in un periodo destagionalizzato.”

Vincono, soprattutto, i 25 studenti, i loro professori, la preside Addolorata Mazzotta e la scuola italiana, in quanto non c’è soddisfazione maggiore del vedersi riconoscere il successo di una propria “creatura”.