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Un continente giovane e pieno di opportunità che, seppur non privo dalle fragilità che segnano anche diverse altre aree del mondo, è radicalmente cambiato e necessita perciò di un mutamento di approccio da parte dei suoi interlocutori europei, a partire dall'Italia.

Così il Ministro Emma Bonino, intervenendo alla celebrazione della Giornata dell'Africa, organizzata ieri alla Farnesina alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e degli ambasciatori dei Paesi africani in Italia, ha rimarcato le potenzialità di una rinnovata collaborazione tra l'Italia e il continente africano.

''L’Africa è un continente giovane e pieno di opportunità e, anche se presenta tante fragilità e contraddizioni, non possiamo continuare a vederla con la lente offuscata degli stereotipi del passato. Se è radicalmente cambiata l'Africa, deve radicalmente cambiare anche l'approccio dell'Italia all'Africa'', ha rimarcato il Ministro Bonino ricordando come quest'anno le celebrazioni abbiano assunto una rilevanza speciale coincidendo con il cinquantenario della fondazione dell'Organizzazione dell'Unità Africana.

''Dal 1963 l'Africa ha fatto enormi passi in avanti. Ma soprattutto, nell'ultimo decennio, ha compiuto uno straordinario salto di qualità'', ha spiegato il titolare della diplomazia italiana che ha individuato nel 2002, anno in cui l'Oua si è trasformata in Unione Africana, una ''data spartiacque tra la fine e l'inizio di una nuova fase storica''. Una fase in cui l'Europa e l'Italia possono fare la propria parte.

L'Italia ''può contribuire a saldare le nuove ambizioni di partenariato dell'Africa con le scelte dell'Unione europea'' ha sottolineato Emma Bonino evidenziando come ''la complementarietà tra le economie africane e quella italiana ci consenta di offrire all'Africa un modello di sviluppo rispettoso del futuro del ruolo del continente''. Ma, è stato il suo avvertimento, ''se non faremo squadra, con uno strettissimo coordinamento tra istituzioni e privati, difficilmente potremo essere efficaci nelle nostre relazioni con un continente così vasto e complesso''.

Tuttavia non ci sono ''solo luci in Africa ma anche ombre'', ha evidenziato Emma Bonino ricordando che ''le transizioni nei Paesi del Nord Africa sono irte di ostacoli e dense di incognite'' ed esiste il rischio che ''le proteste di piazza siano strumentalizzate da forze regressive che e perseguono la destabilizzazione''. Le tensioni del Nord Africa si ripercuotono inoltre sui Paesi del Sahel, come il Mali, e ''preoccupa la fascia di instabilità che va dall'Atlantico al Mar Rosso'', ha spiegato il Ministro non tralasciando come, anche ''in questa fragile area si registrino alcuni segnali promettenti, come quelli che lasciano sperare nella stabilizzazione della nuova Somalia federale''.