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È on line il testo delle nuove "Linee guida degli aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo 2014-2020", adottate il 19 giugno dalla Commissione Europea. La nuova disciplina fissa i criteri con cui gli Stati membri potranno accordare finanziamenti alle imprese nelle regioni più povere dei 27 tra il 2014 e il 2020. 

Con questa revisione, che entrerà in vigore il 1° luglio 2014, ci sarà un leggero aumento della porzione di regioni che potranno beneficiare degli aiuti, coprendo per i prossimi sette anni il 47,2% della popolazione contro l'attuale 46,1%.

"In un contesto segnato dalle ristrettezze di bilancio - ha sottolineato il Commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia - le linee guida riviste stimoleranno la crescita economica incoraggiando gli investimenti in progetti che portano un reale valore aggiunto in materia di sviluppo regionale, in particolare in quelle più sfavorite".

Per l'Italia non ci sarà alcun cambiamento rispetto ad ora, con una popolazione coperta stabile pari al 34,5%. Tra le altre novità va sottolineato l'aumento delle categorie di aiuti a essere esentate dalla notifica preventiva a Bruxelles, un abbassamento dei massimali di aiuti per le Regioni più sviluppate mentre restano immutati quelli per le più svantaggiate, una stretta sugli aiuti alle grandi imprese nelle aree più sviluppate, un rafforzamento delle misure contro la delocalizzazione, e ancora l'obbligo per gli stati membri di pubblicare su internet gli aiuti concessi.

Il Comitato delle Regioni Ue, però, ha accolto le nuove misure ''con riserve'', in quanto ci sono luci e ombre. In particolare, c'è una ''incoerenza tra la politica di coesione e la politica della concorrenza" che stabilisce una "diseguaglianza di trattamento" tra le Regioni in transizione storiche e quelle non storiche. Lo scopo ultimo degli aiuti di Stato regionali è quello di sostenere lo sviluppo economico e occupazionale. Le linee guida, pertanto, contengono anche le regole in base alle quali gli Stati membri possono elaborare le "mappe" degli aiuti regionali per identificare in quali aree geografiche le aziende possono ricevere aiuti di Stato regionali e a quale livello (intensità dell´aiuto).

Gli orientamenti sono stati adottati dopo ampie consultazioni con molte parti interessate (Stati membri, autorità regionali e locali, associazioni di categoria, gruppi di interesse, singole imprese e cittadini), con il Parlamento europeo, il Comitato delle Regioni e il Comitato economico e sociale.