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I beni culturali sono beni comuni: “occorre un coordinamento tra il ministero dei Beni Culturali e le Regioni per una promozione non parcellizzata del territorio”. Così il ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray, nel corso del suo intervento alla presentazione del nono rapporto annuale Federculture.

Sempre Bray in un’intervista al quotidiano “l’Unità” ha ribadito come anche nel settore del turismo ci sia la necessità di “un dialogo con le Regioni” ed ha sottolineato che  è necessario "porci tutti il problema di una visione ad ampio raggio e fare sistema superando la contrapposizione tra interessi individuali e collettivi. Bisogna poi facilitare il coordinamento tra Mibac e Regioni valorizzando l'interesse complessivo con quello locale, in modo da superare la parcellizzazione della promozione".

''Non è più tempo di usare la retorica delle parole – ha spiegato Bray alla presentazione del rapporto Federculture 2013 - il mio ministero, ad esempio, ha più di 700 siti internet. Non è solo un problema di spesa ma un modo di rappresentare il Paese. In una reale logica di servizio non solo di ritorno economico, dobbiamo essere capaci di fare network tra pubblico e privato ma anche tra cultura e turismo, beni artistici e paesaggio. Come dire, la cultura delle culture''.

"Nel corso degli ultimi anni  - ha continuato Bray - la cultura in Italia è stata oggetto di un duplice attacco: da una parte l'indiscriminata e poco lungimirante riduzione dei finanziamenti, dall'altra, fatto ancora più grave, la delegittimazione sul piano politico basata sul luogo comune per cui, soprattutto in tempi di crisi, la scelta doveva essere quella dei tagli, perché  con la cultura non si mangia. Si deve diffondere la consapevolezza che è vero il contrario: in una crisi globale sono la cultura e il turismo le risorse su cui l'Italia deve puntare di più per riconquistare quel ruolo internazionale che ha smarrito".

“Questa è una crisi non solo economica, ma di ideali, che produce pericolose derive.'' – ha concluso il ministro - ''Solo se crederemo in una nuova frontiera potremo ricostruire quel rapporto di fiducia tra governanti e cittadini, per un futuro dei nostri figli in cui la cultura torni ad avere quella centralità che ha sempre avuto nel nostro paese''