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Sono quattro i pilastri della strategia del piano di azione della Macroregione Adriatico Ionica su cui la Conferenza delle Regioni è al lavoro: 1) guidare la crescita innovativa marittima e marina; 2) incrementare l'accessibilità o connettere le Regioni; 3) preservare e gestire gli ecosistemi; 4) incrementare l'attrattività regionale.

Il primo pilastro ha l'obiettivo di promuovere la crescita economica sostenibile e posti di lavoro e opportunità di business nei settori della blu-economy (l'acquacoltura, la pesca, biotecnologie blu, servizi marini e marittimi, ecc.).

Il secondo è finalizzato a rafforzare i collegamenti della Macroregione e a ridurre le distanze tra le comunità insulari e rurali attraverso il miglioramento della gestione dei corridoi fluviali e marittimi, nonché l'interoperabilità di tutte le modalità di trasporto.

Il terzo pilastro ha come obiettivo il miglioramento della qualità ambientale degli ecosistemi e la tutela della biodiversità.

Il quarto, infine, punta a aumentare l'attrattiva turistica della regione, supportando lo sviluppo sostenibile del turismo costiero, marittimo e dell'entroterra, a ridurre la stagionalità della domanda, limitare l'impatto ambientale e promuovere un marchio regionale comune.

All'Italia, in collaborazione con la Serbia, è stato assegnato il tema della connettività e dell'accessibilità e quindi tutta la parte infrastrutturale.

Nei giorni scorsi la Conferenza delle Regioni ha dato vita ad un gruppo di lavoro, composto dalle 10 Regioni interessate dalla strategia  (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), che dovrà elaborare la proposta italiana, al fine di presentarla nell'ambito di una conferenza di tutte le Regioni europee coinvolte, che si terrà in Grecia a fine anno.

''Nell'elaborazione delle proposte - ha detto Il Presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca - dovranno essere coinvolti tutti i soggetti: istituzioni locali, organizzazioni economiche, Università, fino agli Stati. Entro la fine dell'anno va dunque avviato un processo di perfezionamento della progettualità, che dovrà vedere le Regioni in un ruolo da protagoniste. Ora bisogna lavorare ancora più intensamente perché l'Europa attende da questa strategia macroregionale lo stesso risultato positivo delle altre due, già in essere: quella baltica e quella danubiana”.