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Mentre paesi come la Cina e l’India modernizzano le loro università e intensificano gli sforzi per attirare studenti di altri paesi, l’Europa deve fare di più per rimanere una destinazione attraente. Nella sua strategia per l'istruzione superiore la Commissione europea esorta ad agire su tre fronti: 1) scambi internazionali di studenti e docenti; 2) internazionalizzazione e miglioramento dei programmi di studio, compreso l’apprendimento digitale; 3) collaborazione, partnership e potenziamento delle competenze.

A livello mondiale, il numero di studenti dell’istruzione superiore dovrebbe quadruplicare, passando da circa 100 milioni nel 2000 a 400 milioni nel 2030. Il numero degli studenti che si recano all’estero aumenta del 7% ogni anno (con tassi di crescita particolarmente elevati in Cina, India e Corea del Sud). Attualmente l’Europa attira circa il 45% degli studenti stranieri.

Il nuovo programma Erasmus+, che sarà avviato nel gennaio 2014, porterà a 135 000 il numero di scambi per docenti e studenti, ossia 100 000 in più rispetto all’attuale programma Erasmus Mundus.

L’internazionalizzazione non dovrebbe, tuttavia, giovare solo alla minoranza di studenti dell’UE (il 15% circa) che studiano all’estero. Quelli che restano nel loro paese devono essere incoraggiati ad apprendere le lingue straniere e avere accesso a docenti con esperienza internazionale e a collaborazioni internazionali tramite l’apprendimento online.

La Commissione esorta inoltre gli istituti di livello universitario a creare partnership all’interno e al di fuori dell’Europa attraverso progetti comuni e corsi online e ad eliminare i rimanenti ostacoli alla creazione di programmi di diplomi congiunti e doppi.

Le partnership incoraggeranno il riconoscimento reciproco delle qualifiche, attireranno gli studenti di talento e miglioreranno le prospettive professionali e il profilo internazionale dei laureati europei.

L'UE sosterrà questo processo, sebbene spetti ai singoli paesi riformare i rispettivi sistemi d’istruzione superiore e promuoverne l’internazionalizzazione. Tra il 2014 e il 2020 il programma Erasmus+ investirà in azioni di mobilità, diplomi congiunti, partnership internazionali e sviluppo delle risorse umane.