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Può l’Egitto trovare una via d’uscita dal caos? Quali le conseguenze sulla Regione di un’ “empasse” apparentemente senza sbocchi? Sono gli interrogativi ai quali il nuovo numero di “Longitude”, la rivista diretta da Pialuisa Bianco, in edicola dal 5 agosto, cerca di dare una risposta, attraverso una serie di analisi.

Gli altri titoli di copertina sono dedicati ad una sorta di “nuovo patto” sulla produzione di energia (“Shale revolution”), la centralità degli Stati Uniti, la minore dipendenza dell’area mediterranea, ai rapporti tra Stati e Russia (“Cold War redux”), al “tempo delle proteste” anche nei paesi considerati in crescita, come il Brasile (“Times of protest”).

L’editoriale (“Democracy’s endless compromise”) del direttore Bianco è dedicato allo “stato di salute” delle democrazie: l’ondata, il più delle volte destabilizzante, delle proteste ha alterato gli equilibri tra chi governa e chi si oppone. Di qui il ricorso al “compromesso senza fine”. Alla Difesa, come fattore prioritario di unificazione europea, (“Defending Europe”) è dedicato l’editoriale del Ministro della Difesa, Mario Mauro.

Il titolo di copertina sull’Egitto “copre” una serie di analisi che riguardano non solo le cause che hanno determinato la complessa situazione politica nel paese mediorientale ma anche la sua influenza nell’area regionale dagli instabili equilibri. Lanfranco Vaccari spiega perché si è ritornati al punto di partenza: “Back to square one”, mentre Stefano Stefanini si pone l’interrogativo se si sia spento o meno lo “spirito” delle “primavere arabe” (“Endgame for the Arab Springs?”). Un’approfondita analisi sulla strategia dei “Fratelli Musulmani” (“O Brotherhood, where art thou?”) è fatta da Lorenzo Vidini. Le possibili conseguenze della situazione in Egitto nell’area Mediorientale sono all’attenzione di Claudio Pagliara (“Battling windmills in the Middle East”).

Qual è l’attuale “natura” dei rapporti tra Stati Uniti e Russia? A tale interrogativo “Longitude” risponde con una serie di servizi di approfondimento il cui filo conduttore porta a considerare tali rapporti ad una metaforica “guerra fredda” che nessuno dei due contendenti si guarda bene dal voler riesumare. “Resurrecting the Cold(ish)War” e “Bama and Vova chilling out”, “Putin the US on the defensive”, “Wrestling with détente” sono i titoli dedicati ai servizi.

Nell’ambito della rubrica “Eurozone”, due economisti canadesi spiegano come l’Ue potrebbe prendere in considerazione la strada intrapresa dal Canada per uscire dalla crisi: “Those enlightened Canadians” mentre Giuseppe Pennisi fa il punto sull’Unione bancaria europea: “Making sense of the European Banking Union”.

Nella rubrica “Widescreen”, Nelson Mandela, l’ex attivista e presidente del Sud Africa che ha contributo a porre fine all’apartheid dimostrando che in un Paese profondamente diviso e con gravi problemi razziali, e’ possibile raggiungere la riconciliazione sociale con mezzi pacifici e politici.

Dedicata all’evoluzione del capitalismo (“The evolution of capitalism”) la rubrica dei libri.