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“Gridlock”, ovvero stallo, ingorgo, punto morto. È questo il punto di partenza della riflessione del volume, presentato nei giorni scorsi alla Farnesina, e scritto da tre eminenti docenti universitari ed esperti di relazioni internazionali: Thomas Hale (University of Oxford), David Held (Durham University) e Kevin Young (University of Massachussets Amherst).

Perché è dello stallo del complesso telaio diplomatico mondiale che nel volume si parla, tanto che nel sottotitolo del libro sono gli stessi autori a chiarire il principio che fa da titolo alla loro opera, il “Gridlock”: “Perché la cooperazione globale sta fallendo nel momento in cui ne abbiamo più bisogno”.

Presenti all’incontro il Vice Ministro degli Esteri Marta Dassù e uno dei coautori, David Held, tra i maggiori esperti britannici di relazioni internazionali. L’apparente paralisi della cooperazione globale e delle relazioni internazionali, con effetti immediati sullo stallo dei principali negoziati in tema di sicurezza, economia e ambiente, viene così scandagliata nel volume, che allo stesso tempo suggerisce alcuni strumenti innovativi di Governance, affinché la cooperazione internazionale superi l’attuale ingorgo adeguandosi alle sfide del nostro tempo.

“Viviamo in un mondo multipolare, molto più complesso, dove le istituzioni che abbiamo, molto radicate nell’ordine post-bellico successivo alla Seconda guerra Mondiale, oggi non sono abbastanza rappresentative e flessibile per affrontare le sfide globali”, ha sottolineato Held, rimarcando come il volume sia “un tentativo di comprendere perché non riusciamo ad ottenere, oggi, una cooperazione globale”.

E alle sue parole hanno fatto eco quelle del Vice Ministro Marta Dassù, secondo cui il libro “è una riflessione sul perché questi complicatissimi problemi internazionali, che sono problemi globali e non più fra Stati o interni agli Stati o transnazionali, non si riescono a gestire in modo efficace. È quindi una riflessione sulla Governance, interessante anche per quel che riguarda la parte europea”.