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Nei giorni scorsi la Commissione europea ha pubblicato la sua relazione annuale sui progressi compiuti dai paesi che hanno fatto domanda di adesione. La relazione esamina l'intera gamma di criteri che i candidati devono soddisfare per poter entrare a far parte dell'UE, dal garantire un buon governo dell'economia, all'assicurare il rispetto dei diritti umani, e formula una serie di raccomandazioni per l'anno successivo.

Secondo la relazione, l'Albania, dopo aver realizzato notevoli progressi sul fronte della riforma dell'ordinamento giuridico e della lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, è ora pronta per avviare i negoziati di adesione. Pure il Montenegro ha continuato a compiere notevoli passi avanti.

La Commissione ha raccomandato di iniziare i negoziati anche con l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia. Tuttavia, si è ancora in attesa di un accordo tra i governi dei paesi dell'UE.

Un accordo storico tra la Serbia e il Kosovo per normalizzare le relazioni bilaterali ha consentito alla Serbia di aprire i negoziati di adesione. Il Kosovo si sta preparando in vista di un accordo di associazione con l'UE, un primo passo verso una futura possibile adesione. Viceversa, i progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina sono stati valutati deludenti.

La Turchia ha compiuto notevoli passi avanti per quanto riguarda la riforma della giustizia e la questione della popolazione curda, ma la gestione da parte del governo delle recenti manifestazioni a Istanbul desta preoccupazione. Per l'Islanda, a seguito della decisione del governo islandese di sospendere i negoziati di adesione, la Commissione si è limitata ad elaborare una relazione più sintetica per un eventuale futuro allineamento del paese all'UE.

La Turchia e tutti i paesi dei Balcani devono portare avanti ulteriori riforme per garantire il rispetto della libertà di espressione e affrontare il problema delle discriminazioni, specie nei confronti dei Rom e degli omosessuali. A questi aspetti verrà rivolta una maggiore attenzione nel processo di allargamento, con un aumento dei fondi mirati.

Per approfondimenti sui Paesi che si preparano ad entrare nell'UE  consulta il sito della Commissione Europea