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''Non lavorare troppo. Dormire a sufficienza. Avere il coraggio di ridurre drasticamente televisione, internet e qualche volta anche il telefonino. Il corpo ha bisogno di pause di riposo, di silenzio e di preghiera''. Sono alcune regole di vita che il cardinale Carlo Maria Martini suggeriva durante corsi tenuti in Terra Santa. rivolti ai sacerdoti arabi della regione. Riflessioni, meditazioni, insegnamenti, rimasti per tanto tempo chiusi in un cassetto ed ora pubblicati dalle 'Edizioni Terra Santa'.

''Da Betlemme al cuore dell'uomo'' trascrive 'lectiones divinae' tenute nella cittadina della nascita di Gesù: sono risalenti a una decina di anni fa, ma che conservano un'incredibile attualità anche per i lettori dell'Europa multi-etnica di oggi. Il card. Martini parlava ad esempio con i suoi interlocutori, sacerdoti del Patriarcato latino di Gerusalemme, del 'nodo che tocca il futuro del genere umano', ovvero il rapporto con l'Islam.

"Come genere umano sperimentiamo oggi la nostra incapacità di vivere insieme come 'diversi'. Facciamo una fatica grandissima a convivere senza distruggerci, senza ignorarci, senza tentare di conquistarci o anche solo senza disinteressarci dell'altro'', spiegava il cardinale. ''Voi - diceva il porporato - lo vivete qui in maniera certamente drammatica, ma ormai questo problema emerge sempre di più anche in Europa. Un tempo, lì si poteva dire: noi siamo qui e l'islam è là; oggi, invece, l'islam è sempre più presente anche in Europa ed più difficile calcolare i modi di convivenza con questa diversità''.

In altre conversazioni, il card. Martini, che - dopo aver lasciato la diocesi di Milano, ha trascorso anni di preghiera in Terra Santa - parlava con semplicità delle regole per mantenere un'unità di vita, vincendo la frammentazione dell'esistenza quotidiana. E' un' unità - diceva - che si raggiunge soprattutto con il cuore, ma ci "vuole anche un aiuto del corpo".

Da qui i suoi consigli. ''Non lavorare troppo, perché certe volte rischiamo di diventare schiavi del lavoro", si raccomandava. "Dormire a sufficienza. Questo è molto importante. Non dormire troppo ma dormire il giusto; coricarsi troppo tardi, infatti, rovina tutta la giornata seguente'', rimarcava. ''Avere il coraggio di ridurre drasticamente televisione, internet e qualche volta anche il telefonino, perché rischiano di prenderci senza sosta, e allora la televisione rimane accesa anche tutta la notte, su internet si passa di continuo da un sito all'altro e il telefonino, qualche volta, squilla anche durante la messa'', avvertiva ancora.

E poi "il corpo ha bisogno di pause di riposo, di silenzio e di preghiera"; così il cardinale raccontava che quando era alla guida della diocesi di Milano si prendeva per sé il giovedì mattina: "verso le sei del mattino partivo in macchina verso le montagne e facevo tre-quattro ore di camminata solitaria; la natura, il bosco e la solitudine, infatti, ritemprano, rimettono in sesto. La natura ha una virtù rigeneratrice molto grande della quale dobbiamo approfittare, perché anche il corpo ne ha bisogno".

Impossibile raccontare i tanti passaggi di un libro che emoziona e coinvolge qualsiasi lettore. Forse non sarebbe mai arrivato alle stampe se un sacerdote, Jamal Kader, attuale rettore del Seminario Patriarcale di Beit Jala, non avesse registrato le parole di Martini e se le suore clarisse di Milano non le avessero trascritte in un omaggio postumo al loro arcivescovo. (ANSAmed).