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La settimana per la sostenibilità, il più ampio e articolato spazio di incontro per il dialogo e la cooperazione energetica del Medio Oriente che si sta svolgendo in questi giorni ad Abu Dhabi, è entrata oggi nel vivo con due eventi cardine, il Vertice internazionale per le energie del Futuro (Wefs) e il Vertice internazionale per l'acqua (Iws). Prosperate in uno dei climi più aridi al mondo, con fonti idriche quasi nulle ed una pesante dipendenza dall'energia derivata dai fossili, le monarchie petrolifere del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) sono oggi tra le pioniere, per sperimentazioni ed investimenti, nel campo delle energie rinnovabili.

Il blocco dei sei paesi - Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti (Eau), Oman - detiene ancora circa il 60% delle riserve petrolifere stimate al mondo. Il consumo energetico complessivo per questa regione è stimato in crescita dell'8-12% all'anno nel prossimo decennio, complice, da un lato, lo sviluppo industriale avviato dai singoli stati alla ricerca di una diversificazione economica in vista dell'esaurimento delle riserve petrolifere, dall'altro il massiccio aumento demografico dovuto all'immigrazione.

Una domanda pressante che cerca risposte alternative al petrolio ed eco-sostenibili. Tra tutti si è distinto Abu Dhabi, emirato capitale degli Emirati Arabi Uniti, prima con il progetto Masdar City, la città eco-sostenibile ad emissioni zero che una volta terminata ospitera' 50,000 residenti e poi con Shams I, il più grande impianto solare mai realizzato in Medio Oriente, due chilometri e mezzo quadrati con un capacità di 100 megawatt in grado di fornire elettricità a ventimila case. Con la messa in funzione di Shamas I, lo scorso marzo, il 68% della capacità energetica solare della regione del Golfo, il 10% di quella mondiale, è concentrata negli Eau.

Gli sforzi economici e accademici di Abu Dhabi nell'energia green le sono valsi la sede dell'Irena, l'agenzia internazionale per le energie rinnovabili. Durante la quarta assemblea nazionale dell'Agenzia, che sabato scorso ha segnato l'apertura della settimana per la sostenibilità, l'Italia, quest'anno membro del Consiglio e rappresentata per l'occasione dal Sottosegretario per lo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, ha firmato la Dichiarazione d'interesse del Global Atlas, innovativo strumento digitale per la condivisione delle informazioni sulle risorse rinnovabili per rafforzare cooperazione e strategie energetiche a livello globale.

Al Wefs, giunto alla sua settima edizione, partecipano 172 paesi e sono attesi almeno 30,000 visitatori. L'Italia è presente, tra gli altri, con Enel Green, Cesi e Gse.(ANSAmed).