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Nel 2013 in Puglia si sono perse 27mila aziende, mentre ne sono nate 24mila. Come dire che ogni giorno sono nate 67 imprese ma ne sono morte 76. Una selezione “darwiniana” che ha interessato soprattutto forme societarie meno strutturate, laddove invece le performance delle società di capitali, come del resto avviene anche in altre regioni d'Italia, sono risultate migliori.

Lo scorso anno, inoltre, c’è solo una tipologia di azienda che è aumentata di numero, quella con un addetto. Il che vuol dire che l’autoimpiego è diventato una alternativa ricorrente al dilagare del calo dell’occupazione, più marcato in Puglia rispetto alla media nazionale e a quella del Mezzogiorno.

E ancora: qual è la capacità delle imprese pugliesi di produrre ricchezza, quali sono i comuni della regione con maggiore presenza aziendale, come siamo messi con gli adempimenti dell’agenda digitale, quali prodotti dono stati più esportati nel 2013 e verso quali Paesi?

C’è questo ma tanto altro nell’analisi “COMPETERE? È UN'IMPRESA. L'ECONOMIA PUGLIESE NEL 2013”, lo studio aggiornatissimo di Unioncamere Puglia che verrà presentato martedì 25 febbraio alle 10,30 presso la Camera di Commercio di Bari.

E nel 2014 saranno davvero “venti di ripresa”? Nello studio di Unioncamere Puglia anche le previsioni su Pil, ordinativi, investimenti, export.

“Un’indagine molto utile – dice il presidente di Unioncamere Puglia Alessandro Ambrosi - per tutte le istituzioni e soprattutto per gli attori pubblici impegnati nella programmazione strategica. Numeri e scenari che valutiamo necessari per gli interventi da realizzare a vantaggio del tessuto socio-economico del nostro territorio per poter agganciare concretamente la ripresa”.