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Nuovo impegno della Cooperazione italiana nel Sudan orientale, con il lancio di due iniziative, una sanitaria e una di sostegno alla sicurezza alimentare, del valore complessivo di 2,8 milioni di euro. I progetti si concentreranno a favore delle popolazioni degli Stati di Kassala, Gedaref e Red Sea. Il Sudan orientale è una zona molto vasta, dove si registrano le peggiori percentuali di mortalità materno-infantile e malnutrizione e negli ultimi decenni si sono verificate vere e proprie carestie che hanno decimato la popolazione e anche il bestiame

Questa condizione cronica di insicurezza alimentare e povertà  estrema è aggravata dalla presenza di consistenti gruppi di sfollati e di rifugiati, per lo più dall'Eritrea. In questa zona, la Cooperazione italiana lavora dal 2007, anche in distretti rurali e periferici, soprattutto in ambito sanitario, stabilendo legami solidi con le popolazioni locali.

L'obiettivo è focalizzare il più possibile le risorse italiane in una specifica zona geografica, ricercando il massimo di sinergie e complementarietà  tra i diversi finanziamenti e i settori interessati, nell'ottica di uno sviluppo sostenibile ed efficace.

Il nuovo progetto sanitario, del valore di 2,1 milioni di euro, verrà gestito direttamente dall'ambasciata italiana attraverso la sua struttura tecnica di cooperazione e mira a sostenere lo sviluppo dei sistemi sanitari nei tre Stati, contribuendo al miglioramento della salute materno-infantile, facilitando l'accesso ai servizi sanitari e alle cure, aumentandone la qualità e migliorando le capacità gestionali delle autorità sanitarie locali.

Il secondo progetto, del valore di 700mila euro, sarà invece realizzato dal Programma alimentare mondiale (Wfp) per il rafforzamento della sicurezza alimentare delle popolazioni vulnerabili afflitte da conflitto e disastri naturali negli stati di Kassala e Red Sea.