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“Bisogna essere europei. Serve integrazione e connessione. Dobbiamo sentirci italiani, francesi o spagnoli, tedeschi. Ma allo stesso tempo trasformarci in europei. Senza perdere la nostra identità”. È questo il messaggio che lancia Luca Parmitano, astronauta Italiano dell’Agenzia spaziale europea (Esa), maggiore pilota dell'Aeronautica militare italiana, in orbita con la prima missione di lunga durata dell'Agenzia spaziale italiana (Asi) e oggi ambasciatore per il Semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

“Essere europei - prosegue l’astronauta - significa portare il proprio contributo, qualsiasi esso sia, grande o piccolo, e avere l’opportunità e la volontà di prendere dagli altri paesi ciò che essi possono dare. Dico sempre che il nostro Mediterraneo con l’Italia che si staglia come un gioiello nell’azzurro, è visibile solo perché ha una forma così riconoscibile. Ma in realtà da Gibilterra ai fiordi della Scandinavia non esistono confini. Né naturali né artificiali”.

La scelta di nominare un astronauta come ambasciatore del Semestre italiano non è casuale. Da una parte, nel 2014 si festeggiano i 50 anni di cooperazione europea nel settore spaziale; dall’altra, vuole essere un riconoscimento del contributo strategico dell’industria aerospaziale italiana in un settore all’avanguardia.

“Da subito quando mi hanno detto che avrei ricoperto questo ruolo ho sentito una grande gioia perché è sicuramente un onore che mi ha dato felicità. Ma anche un grande senso di responsabilità – ha sottolineato Parmitano. Porto con me un messaggio, importantissimo, che sento veramente mio. E l’opportunità di avere una piattaforma di comunicazione è un grande privilegio. Significa potermi mettere di fronte alla gente, soprattutto i giovani che sono quelli ai quali preferisco rivolgermi, e sottolineare il messaggio: Dobbiamo essere europei”.