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Sono circa 61 i miliardi in gioco, fanno parte della grande torta dei Fondi Strutturali dell'Unione Europea che il Governo non vuole perdere e che intende usare anche a costo di sostituirsi alle Regioni se queste non rispettano i tempi. Il Decreto Sblocca Italia lo ha messo nero su bianco all'art.11 ("Potere sostitutivo del Governo in materia di Fondi Europei") facendo scattare le prerogative del presidente del consiglio nel caso di inadempienze da parte delle Regioni nei casi previsti dall'art.120 della Costituzione.

Grazie a questa norma il Presidente del Consiglio potrà esercitare "il potere sostitutivo nei confronti delle Regioni, al fine di assicurare adempimenti amministrativi preliminari all'esecuzione dell'opera ed ultimare, entro il termine previsto dagli atti di pianificazione, la fase di approvazione delle opere finanziate, anche in parte, con fondi europei di competenza regionale". Il Presidente del Consiglio potrà anche esercitare "tutti i poteri ispettivi e di monitoraggio necessari" per prevenire "eventuali inadempimenti delle Regioni sul tempestivo utilizzo dei Fondi europei loro assegnati".

Dei 61 miliardi dei Fondi europei in gioco, 20 - che ancora non si e' riusciti a spendere - fanno parte dell'accordo 2007-2013. Circa 41 invece fanno parte del nuovo accordo di partenariato 2014-2020 i cui negoziati con Bruxelles sono in stato di avanzamento e dovrebbero chiudersi a settembre. Si tratta di Fondi indispensabili per far ripartire gli investimenti e permettere all'Italia di stare con qualche agio all'interno dei paletti previsti dal Fiscal Compact.

"Se riuscissimo a spendere tutti i 20 miliardi che ci restano di fondi Ue 2007-2013 entro fine 2015 l'impatto sul Pil del Sud sarebbe un punto e mezzo", ha detto qualche giorno fa il sottosegretario alla Presidenza con deleghe su coesione territoriale e fondi Ue, Graziano Delrio, ricordando che a metà agosto si è arrivati a spendere il 58% dei Fondi dal 50% speso tre mesi prima. Un trend di crescita di 8 punti in tre mesi dovrebbe garantire l'esaurimento dell'intero ammontare nei restanti 16 mesi.

Ma quella che il Governo non può assolutamente perdere è la partita per i 41 miliardi dei fondi della programmazione 2014-2020. Rafforzando il potere del Governo sull'utilizzo dei fondi la norma dello Sblocca Italia darà adesso a Bruxelles maggiori garanzie sulla nostra capacità di realizzare gli investimenti e al sottosegretario Delrio una carta in più per chiudere l'accordo di partenariato. Nel frattempo si spera di convincere i partner europei a non contabilizzare nel deficit il cofinanziamenti nazionali ai fondi Ue.