Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, è intervenuto nei giorni scorsi n commissione Politiche Ue della Camera evidenziando come il negoziato per l'esclusione dei fondi di cofinanziamento dal patto di stabilità vada fatto con la nuova Commissione. Ha aggiunto anche che nei prossimi 15 mesi ci saranno 15 miliardi da spendere nelle Regioni del Sud. E se si guarda a tutto il 2015, le regioni del Sud possono contare su risorse per 25-30 miliardi.

Quindi Delrio ha sottolineato come il problema nell’immediato non riguardi la carenza di risorse, ma il passaggio alla fase esecutiva: è arrivato il momento di tirarsi su le maniche, fare meno filosofia e far partire i cantieri, i progetti. È inutile qualsiasi protesta per la dilazione, di circa sei mesi, dell'inizio della programmazione 2014-2000. Anche perché, per quanto concerne i fondi europei già a disposizione, "il rischio del disimpegno  non è affatto improbabile, nonostante tutto il lavoro che stiamo facendo e nonostante stia per partire l'Agenzia per la coesione”.

Per quanto riguarda i cofinanziamenti da non calcolare nel patto di stabilità, Delrio ha ribadito che “se l'Ue decide di fare un piano di investimento perché il problema è la crescita e se decide che il piano è urgente e indispensabile, ritengo che sia coerente considerare tutte le spese relative ai programmi approvati dalla commissione Ue estranee al patto di stabilità".

Servono inoltre entro il 2016 i piani sviluppo settoriale: "Il Paese ha una difficoltà che consiste nel non avere piani strategici di sviluppo settoriale", che l'Ue considera come una delle "condizionalità ex ante perché l'utilizzo dei fondi europei sia efficace".

"Noi siamo obbligati –  haspiegato Delrio - a predisporre dei piani strategici entro il 2016 ma vogliamo concludere tutto in largo anticipo", includendo nelle condizioni per un uso efficace dei fondi Ue anche "l'adeguamento agli standard europei" in materia di appalti e aiuti di Stato. Altra condizione "limitante" l'uso dei fondi è "la scarsa capacità amministrativa". Anche per questo l'intenzione "è asciugare lo schema azioni-risultati attesi e verificare la reale esistenza delle condizioni amministrative per gestione" dei fondi.

Infine Delrio ha annunciato che "l'accordo di partenariato" sui fondi Ue per il 2014-2020 " è chiuso e richiederà un paio di settimane prima di essere formalizzato".