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È dedicato al “Programma di sostegno alla cooperazione regionale nel Mediterraneo e nei Balcani”, il volume pubblicato di recente dal Ministero degli Affari esteri, il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

“Ripercorrere la storia del Programma di sostegno alla cooperazione – scrive il Vice ministro agli affari esteri, Lapo Pistelli, nella introduzione – significa partecipare alla conoscenza di quel grande patrimonio di competenza di cui le regioni italiane sono ricchissime custodi e testimoni e che si estende dal sistema socio-economico, alle connessioni materiali e immateriali, all’ambiente, alla cultura, alla sanità e al welfare”.

Un programma “complesso, dotato di risorse finanziarie significative” e “che ha coinvolto la quasi totalità delle Regioni italiane per un lungo periodo di lavoro comune”. Alla base della pubblicazione l’esigenza, come spiega Vincenzo Donato (Direttore generale del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica) – di illustrare i risultati di un’azione – che si è articolata su 14 progetti integrati, suddivisi in 42 sub-progetti, la cui attuazione ha consentito di instaurare un valido e stabile partenariato tra le Regioni italiane e tra queste ed i Paesi interessati delle due aree geografiche: Balcani e sponda sud del Mediterraneo”.

“Le scelte di governance del Programma – scrive Andrea Ciaffi (Dirigente Affari europei e internazionali della Conferenza delle regioni e delle Province autonome) nella stessa introduzione al volume – sono state frutto di un’attenta e selettiva analisi compiuta dai tecnici regionali, approvata dalla Conferenza delle Regioni” che “ha favorito, laddove possibile le aggregazioni di regioni e la formazione di vere e proprie filiere progettuali che hanno esaltato le diverse esperienze acquisiste”.

L’auspicio è che il programma “sia stato solo il primo esempio di una programmazione integrata Stato-sistema delle Regioni”.

Il CIPE ha assegnato 28 milioni di euro al Programma, gestiti dal Ministero degli affari esteri. I primi 5 milioni sono stati destinati dal MAE a FORMEZ (Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l'ammodernamento delle P.A.) per l'assistenza tecnica al Programma. L'alta professionalità ed il rilevante impegno profuso da FORMEZ si sono rivelati indubbiamente utili per la fase preparatoria.

Nel 2005 è stata decisa l'assegnazione dei rimanenti 23 milioni ai progetti di cooperazione delle Regioni e Province autonome (15 milioni per il Mediterraneo meridionale e 8 per i Balcani). Questi finanziamenti sono stati integrati dalle Regioni partecipanti ai singoli progetti con almeno il 15% dei costi del progetto stesso. In realtà il cofinanziamento regionale, parte in cash e parte in kind, è stato decisamente maggiore.