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“Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti” diceva Michele - o meglio Nanni Moretti - nel celebre film del 1989, “Palombella rossa”. La battuta - una delle più famose e citate del regista italiano - invita a riflettere sull’importanza della lingua e sul fatto che bisogna saper collocare la parola giusta nel contesto giusto, cercare i termini appropriati, evitare espressioni abusate. Del resto, scriveva Pablo Neruda “tutta un’idea cambia perché una parola è stata cambiata di posto”.

Di parole, di vocabolario, di comunicazione e della lingua italiana - tanto bella quanto imprevedibile - si discuterà venerdì 28 novembre all’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera in occasione della XIV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Ospite d’eccezione sarà Paola Tiberii, autrice del “Dizionario delle collocazioni” edito da Zanichelli nel 2012.

Utile a chiunque avverta l'esigenza e il piacere di un linguaggio più ricco, accurato e incisivo, il Dizionario delle collocazioni, con oltre 6 mila voci e 200 mila collocazioni, aiuta a collocare la parola giusta nel contesto giusto.

Ma cosa sono le collocazioni? Espressioni formate da due o più parole che insieme formano una unità fraseologica: “caffè forte”, “gioia incontenibile”, “perdere tempo”, “fugare un dubbio”, “dormire profondamente”. Le combinazioni delle parole non seguono una regola precisa, ma sono determinate e consolidate dal loro uso e spesso non vi è alcun nesso logico tra le parole legate tra loro. Così ad esempio, mentre si può lanciare un appello, non è possibile tirare un appello, anche se tirare e lanciare sono sinonimi. Per i sostantivi sono fornite le collocazioni con aggettivi, verbi e le costruzioni.