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Le mani di liutai, pescatori, sellai, fonditori, vetrai, di diversi Paesi del Mediterraneo che si fanno film e musica. È questo il messaggio veicolato attraverso la mostra "Il colore dei gesti - Sinfonia Mediterraneo", visitabile a Napoli, nell'ambito del Forum Universale delle Culture. L'installazione allestita nella Sala dorica del Palazzo Reale è progettata e realizzata da Studio Azzurro, il gruppo di ricerca artistica di Milano che da più di vent'anni si esprime con i linguaggi delle nuove tecnologie.

Il collettivo ha sempre puntato nelle sue opere a creare un contesto comunicativo che veda una attiva e significativa partecipazione dello spettatore all'interno di un impianto narrativo, ispirato a una ipertestualità e ad una continua oscillazione tra elementi reali e virtuali. In questa linea si inserisce perfettamente "Il colore dei gesti", che si è formata nel corso dei viaggi del gruppo di artisti attraverso il mare nostrum per le ricerche condotte per la realizzazione delle installazioni interattive del ciclo "Meditazioni Mediterraneo".

Studio Azzurro ha filmato numerosi artigiani durante il loro lavoro: liutai, pescatori, sellai, fonditori, vetrai, cesellatori, vasai, tessitori, raccoglitori di olive, vinai, costruttori di barche, restauratori, bambolai, rilegatori, maniscalchi, conciatori. Ciascuno di essi, ripreso nel proprio ambiente, attraverso il primo piano delle mani intreccia un racconto di quei gesti e di quei suoni che danno letteralmente forma ai manufatti. E tutti insieme vanno a comporre un grande affresco che prende una forma "visibile" diventando installazione sonora oltre che visiva.

Una riscrittura musicale di suoni e rumori generati dall'incontro della materia modellata e quei gesti che si ripetono attraverso i secoli come il ritmo cardiaco dell'intero territorio rivolto verso il mare Mediterraneo. L'installazione costituisce una delle due parti della rassegna "Non troverai altro luogo. Non troverai altro mare", curata per il Forum da Cherif Kahznadar, poeta, scrittore e regista francese di origine siriana, presidente della Maison des Cultures du Monde di Parigi. L'altra parte, posta a intenzionale contrasto, è costituita dall'opera di Peter Greenaway "Atomic bombs on the planet earth" che propone in una successione sistematica le immagini di tutte le deflagrazioni nucleari avvenute nella storia del nostro pianeta. Le installazioni resteranno allestite fino al 9 dicembre.