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Il 31 dicembre 2015 si è chiusa l’attuazione del ciclo di programmazione comunitaria 2007/2013. Come ha sottolineato il Commissario europeo Corina Creţu, tale data segna l’inizio della procedura di chiusura della programmazione 2007/2013 che terminerà il 31 marzo 2017.

I dati di monitoraggio finanziario della programmazione comunitaria 2007/2013, aggiornati al 31 ottobre 2015 - secondo quanto reso noto dall'Agenzia per la Coesione territoriale - mostrano che prosegue il percorso di recupero della capacità di spesa: i pagamenti registrati nel sistema nazionale hanno infatti complessivamente raggiunto l’86,1% della dotazione totale, percentuale che fa affermare anche alla Commissione europea che il rischio di perdita delle risorse, che qualche mese fa veniva dato per altamente probabile, “si è notevolmente ridotto”.
Il risultato emerge dai dati sui pagamenti validati dalla Ragioneria generale dello Stato e dalla Agenzia per la Coesione Territoriale nella prima settimana di questo mese. Su base annua, ottobre 2014-ottobre 2015, l’incremento dei pagamenti registrati nel sistema nazionale di monitoraggi è pari a 20,4 punti percentuali (poco meno di 9 miliardi in valore assoluto) dei pagamenti registrati nel sistema nazionale di monitoraggio.
Come per tutte le precedenti scadenze, permangono importanti differenze tra il Nord e il Sud (ma anche all’interno delle due grandi aree): per l’obiettivo Competitività (largamente coincidente con il Centro Nord, ma che include anche i programmi attivi in Molise, Abruzzo e Sardegna), le spese monitorate raggiungono il 93,5% della dotazione dei rispettivi programmi, con un maggiore avanzamento dei Programmi cofinanziati FSE, mentre i programmi nazionali e regionali che intervengono nell’area della Convergenza (Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Basilicata) si fermano all’82,5%, anche in questa area geografica con una migliore performance dei Programmi FSE.
Scendendo nel dettaglio delle due aree degli Obiettivi Convergenza e Competitività, si nota la variabilità del livello di assorbimento delle risorse. Infatti, 7 Programmi su 19 dell’Obiettivo Convergenza hanno superato la soglia del 90% dei pagamenti rispetto alla dotazione complessiva, tra cui si segnalano i PON Istruzione, FESR e FSE, ed i POR Puglia FESR e Calabria FSE. Si segnala, inoltre, la decisa accelerazione del PON Reti che sfiora la soglia del 74% dei pagamenti rispetto alla dotazione complessiva (+ 14 punti percentuali in sei mesi).
Nell’area dell’Obiettivo Competitività i Programmi che hanno superato la soglia del 90% sono 21, 10 cofinanziati dal FESR e 11 cofinanziati dal FSE. Tra questi i POR dell’Emilia-Romagna, FESR e FSE, il POR Toscana FESR, il POR Valle d’Aosta FESR, i POR Bolzano, Trento e Piemonte mostrano un volume di spese superiore alla dotazione complessiva.
Alla stessa data, la spesa certificata alla Commissione europea al 31 ottobre dall’Italia in attuazione dei programmi finanziati dai fondi comunitari ha raggiunto il 77,7 % della dotazione totale.
Sempre a proposito dell'utilizzo dei fondi UE  e della capacità di spesa delle istituzioni regionali l'Osservatorio II Sole 24 Ore-Gruppo Glas ha elaborato i dati della Ragioneria dello Stato aggiornati al 31 ottobre sulla spesa dei fondi europei confrontandoli con i target previsti dal governo per imprimere un colpo di acceleratore alla spesa ed evitare il disimpegno automatico da parte di Bruxelles.
L'Emilia-Romagna guida la classifica del Fondo Sociale Europeo perché ha superato l'obiettivo che le è stato assegnato del 5,4% e si posiziona al quinto posto per il Fondo europeo di sviluppo regionale (+4,7% dal target). Dovrà però continuare a tenere il passo perché le resta da certificare rispettivamente il 10% e il 12,4% della spesa.
Secondo l’analisi, pubblicata l'11 gennaio "il Sole 24 ore del lunedì", la Sicilia per il Fse si è distanziata del 20% dal target e deve ancora certificare un quarto delle spesa. Al penultimo posto è la Lombardia che è rimasta lontana dall'obiettivo per 18 punti percentuali. La Campania rispetta invece il target per il Fondo sociale europeo ma è molto lontana da quello di sviluppo regionale.
Al di là dei target, in assoluto la performance migliore per il FSE è quella della provincia autonoma di Trento che sfiora il 99% della spesa certificata.
La Puglia guida invece la classifica del FESR con una performance migliore del 7,7% rispetto al target e vanta la maggiore quota di spesa certificata per questo programma: 96,9 per cento. Nella classifica che tiene conto dei target seguono poi il Friuli Venezia Giulia e la Liguria.
Il Veneto, tra i più virtuosi per il FSE, resta lontano del 29 per cento fissato per FESR.
Per i Pon, i programmi nazionali gestiti dai ministeri, il migliore è stato quello dedicato all'istruzione e agli ambienti per l'apprendimento, che ha superato il target del 10%, mentre quello dedicato alle reti e alla mobilità ha registrato una spesa certificata inferiore del 38 per cento rispetto alle attese.
La performance dei mesi di novembre e dicembre si rivelerà decisiva perché la fine del 2015 è il termine ultimo per effettuare i pagamenti che dovranno poi essere rendicontati alla Commissione Ue entro il 31 marzo 2017 per evitare il disimpegno automatico delle somme non spese.
A ottobre, a soli due mesi dalla chiusura dei termini per effettuare i pagamenti, secondo i dati del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica solo sette programmi su 52 hanno raggiunto e superato la soglia del 100%. Sono però 21 i programmi con un livello soddisfacente, con pagamenti da effettuare pari fino a circa il 10% della dotazione, mentre complessivamente deve ancora essere effettuato il 147% dei pagamenti pari a 6,8 miliardi. Di questi la quota maggiore riguarda i programmi cofinanziati dal FESR nelle Regioni del Sud (5,1 miliardi). Il "bollino di garanzia" di Bruxelles si legge sul Sole 24 ore - arriverà però con la spesa certificata, cioè con le richieste di rimborso rendicontate e presentate alla Commissione Ue, che secondo gli ultimi dati aggiornati a fine ottobre ha raggiunto quota 35,8 miliardi, pari al 77% degli importi disponibili contro il target dell'89% previsto dal governo.
Le regioni del centro-nord hanno raggiunto l'84% della spesa certificata, mentre quelle del Sud si sono fermate al 74,5. Disaggregando i dati per tipo di fondo si scopre che la situazione migliore riguarda il FSE, rispetto al FESR (86 contro 74 per cento).
Quasi tutti i programmi che non hanno soddisfatto il target nazionale a fine ottobre evidenziano un ritardo nei pagamenti da colmare. Con due sole eccezioni: il programma regionale Fse della Sardegna e quello Fesr della Campania che sono fuori rotta con la certificazione ma hanno un livello di pagamenti soddisfacente.