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In vista dei futuri negoziati sul bilancio dell'UE, il Comitato europeo delle regioni unisce le forze con le associazioni territoriali e chiama tutti i soggetti coinvolti a livello UE, nazionale, regionale e locale a sviluppare un'alleanza per una politica di coesione forte e ambiziosa per il periodo post 2020.

L'emergere di nuove priorità quali la difesa, la sicurezza, il controllo delle frontiere e l'impatto della Brexit sul bilancio dell'UE, rischiano di compromettere il futuro della politica di investimento più poderosa per i 27, con un valore di 454 miliardi di euro fino al 2020. Questo il motivo che induce il CdR a lanciare l'idea di una nuova alleanza aperta, diretta a mettere in luce il valore aggiunto e l'efficacia della politica di coesione nel corso dell'ultimo decennio e a garantire che, nel quadro delle decisioni in merito al prossimo bilancio UE, si ascolti la voce di centinaia di migliaia di beneficiari: dagli enti regionali e locali alle PMI, dalle ONG alle scuole, alle università, alle organizzazioni culturali.

In seguito alla recente adozione del suo parere sul tema Il futuro della politica di coesione dopo il 2020 e in vista dell'imminente 7° Forum sulla coesione, che si terrà alla fine di giugno, il Comitato ha avviato, in collaborazione con le principali associazioni territoriali, un dibattito realistico inteso a prendere di petto alcune delle critiche mosse alla politica di coesione e nel contempo a rafforzare la cooperazione tra tutti i suoi sostenitori.

"La politica di coesione non è una graziosa concessione bensì un obbligo. Nelle nostre regioni e nelle nostre città, i cittadini europei hanno bisogno di un'Unione europea più forte, più semplice e più efficace. Ecco perché,  dopo aver adottato il nostro parere, adesso lavoriamo a un'ampia alleanza per una politica di coesione forte per il dopo 2020 ", ha dichiarato il relatore del CdR per il parere,  Michael Schneider , sottosegretario agli Affari europei del Land Sassonia-Anhalt e presidente del gruppo PPE del CdR, aggiungendo che "questa non è una trovata pubblicitaria bensì una grande mobilitazione aperta alle città, alle regioni, alle associazioni territoriali, ai governi centrali, alle istituzioni europee, alle università, alle PMI e alla società civile".

"Gli investimenti resi possibili dalla politica di coesione hanno contribuito a rendere le nostre città più vivibili e inclusive” ha ricordato Daniël Termont, sindaco di Gand (Belgio) e presidente di  Eurocities , sottolineando come essa sia “una forte espressione della solidarietà europea, con un grande potenziale dimostrativo dei benefici apportati dall'UE ai nostri cittadini. Se vogliamo una politica più vigorosa per il futuro, bisognerà che le città siano coinvolte direttamente nelle decisioni d'investimento strategiche relative ai fondi strutturali. Ciò è di vitale importanza per garantire che l'allocazione delle risorse corrisponda alle necessità locali, per rafforzare la titolarità a livello locale e per rendere più efficiente l'attuazione dei fondi”.

Parlando a nome del  Consiglio dei Comuni e delle regioni d'Europa (CEMR) ,  Carola Gunnarsson, sindaco di Sala (Svezia) e portavoce del CEMR sulla politica di coesione, ha fatto notare che tale politica "è uno strumento che dimostra ai cittadini che per l'UE essi sono davvero importanti e che tutti i livelli di governo possono lavorare insieme per affrontare con decisione le sfide cui siamo confrontati. Rinunciare alla politica europea di coesione significherebbe privare il progetto europeo di gran parte della sua sostanza. Attraverso questa alleanza, i sindaci e i leader regionali puntano a mantenere una politica di coesione forte, capace di rispondere alle esigenze dei nostri cittadini ".

In rappresentanza della  Conferenza delle regioni periferiche marittime d'Europa (CPMR)   è intervenuto Erik Bergkvist , presidente della giunta provinciale della Botnia occidentale (Svezia), il quale ha dichiarato che "i territori dell'UE sono confrontati a sfide differenti, compresi i vincoli geografici, ambientali e sociali, ragion per cui non ci può essere una soluzione europea unica, valida per tutti. È per questo motivo che, se si vogliono conseguire gli obiettivi dell'UE in materia di coesione economica, sociale e territoriale e stimolare la crescita, è necessaria una politica di coesione contraddistinta da una più marcata dimensione territoriale. Abbiamo bisogno di una politica di coesione basata su un migliore riconoscimento della diversità territoriale dell'Europa, una maggiore flessibilità per determinate regioni geografiche, un approccio basato sul territorio e sinergie tra i diversi livelli di governance. Solo così la politica di coesione potrà liberare il potenziale di tutte le regioni europee ".  

"Vi è una crescente domanda di politica di coesione in quasi ogni Stato membro", ha concluso il Presidente del CdR Markku Markkula, invitando i soggetti direttamente interessati a unire le forze: "e, adesso che stanno per iniziare i difficili negoziati sul futuro bilancio dell'UE, il nostro Comitato è pronto a farsi portavoce di queste istanze affinché siano udite a Bruxelles. È per questo che vogliamo un'alleanza a favore della coesione, aperta a tutti coloro che credono nei valori fondamentali dell'UE come la solidarietà e il partenariato".

Approfondimenti:
- The Future of Cohesion Policy beyond 2020
- 7th Cohesion Forum - draft agenda