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Tra luglio e agosto 2017, l’Università degli Studi di Macerata e l’Istituto Archeologico Albanese, sulla base di un Protocollo di collaborazione stipulato in passato e seguendo quanto stabilito dal Programma annuale, hanno condotto attività di studio e scavo nella zona dell’antica Hadrianopolis (Sofratikë) e nel territorio della valle del Drino.Gli interventi, già previsti nel Programma triennale 2015-2017, hanno ampliato ed articolano quanto realizzato nel corso del 2016 e negli anni precedenti.

In particolare sono stati realizzati studi dettagliati e rilievi topografici in alcuni siti della valle del Drino, già noti, ma per i quali si sono prodotti nuovi rilievi topografici e nuove planimetrie archeologiche che integrano in maniera sostanziale i dati fino ad oggi raccolti. I siti coinvolti nelle indagini sono stati Melan, Selo, Lekel, Labova, Selcka. Le indagini sono state realizzate tramite rilievo a terra con stazione totale e riprese aereofotografiche tramite droni. Nel sito di Selo, in particolare, è stato avviato uno scavo stratigrafico nella struttura E, alle pendici sud-est della fortificazione; si tratta di una parte di mura ellenistiche con contrafforti che consente di accedere alla fortificazione.

Si è proseguita, in collaborazione con l’Università di Camerino, la realizzazione delle indagini geofisiche geomagnetiche e geoelettriche, nell’area urbana di Hadrianopolis, estendendosi nell’area a Est di quella già indagata nel 2015 e 2016 fin verso il fiume Drino completando sostanzialmente ¼ dell’ipotetica estensione della città. Sono proseguite anche le indagini geofisiche geomagnetiche e geoelettriche, nell’area di Antigonea. In particolare è stata interessata l’area a Nord dell’Agorà a probabile destinazione pubblica e della quale si sono individuati i limiti nord, est ed ovest.

Nel sito di Hadrianopolis si è inoltre proseguita la campagna di restauri delle strutture murarie venute in luce nel corso delle campagne 2011-2016. L’attività dell’Università di Macerata non è infatti legata solo allo studio ed alla ricerca, ma anche alla tutela e valorizzazione del ricco patrimonio archeologico albanese che può divenire una importante occasione di crescita economica e sociale per tutto il territorio.

Nel corso della missione si è proceduto infine anche allo studio dei materiali provenienti dagli scavi 2011-2016 di Hadrianopolis, ed in particolare: ceramica comune, anfore, vetri ceramica da fuoco, terra sigillata italica, terra sigillata africana, terra sigillata orientale, coperture Rosso/Brune, ceramica corinzia. Sono stati realizzati anche incontri con i docenti dell’Università di Argirocastro al fine della progettazione della nuova laurea magistrale in archeologia e storia del Mediterraneo. Si tratta di un titolo doppio che l’Università di Argirocastro e quella di Macerata intendono avviare nell’Anno Accademico 2018/2019 e che consentirà a studenti delle due Università di acquisire un titolo valido sia in Italia, sia in Albania.

Oltre l’attività di studio e di scavo, il responsabile della Missione archeologica italiana dell’università di Macerata prof. Roberto Perna in collaborazione con il Console Onorario d’Italia ad Argirocastro Teodor Bilushi hanno realizzato anche incontri istituzionali con le autorità locali e nazionali.