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L’Istituto Italiano di Cultura - Ufficio Culturale dell’Ambasciata d’Italia a Tirana, in collaborazione con la casa editrice FJALA, presenta la versione in albanese del romanzo “La regola dell’equilibrio” di Gianrico Carofiglio (ed. Fjala 2017, tradotto da Ingrit Rudi). Appuntamento martedì 24 ottobre 2017, ore 18 - Biblioteca dell’Istituto Italiano di Cultura (Palazzo della Cultura, Piazza Skenderbej) a Tirana. I libri di Gianrico Carofiglio, con cinque milioni di copie vendute in Italia, sono tradotti o sono in corso di traduzione in 27 lingue.

Barese di nascita, è stato a lungo un pubblico ministero, specializzato in indagini sulla criminalità organizzata. Esordisce nella narrativa nel 2002 con “Testimone inconsapevole” creando il personaggio dell’avvocato Guido Guerrieri, molto amato dai lettori e protagonista dei romanzi “Ad occhi chiusi” (2003), “Ragionevoli dubbi” (2006), “Le perfezioni provvisorie” (2010) e “La regola dell’equilibrio” (2014), tutti romanzi che hanno ricevuto diversi riconoscimenti. Nel 2004 “Testimone inconsapevole” e “Ad occhi chiusi” diventano due film per la televisione con la regia di Alberto Sironi.

Tra gli altri romanzi “Il passato è una terra straniera” (2004) da cui nel 2008 è tratto l’omonimo film di Daniele Vicari, con Elio Germano e Michele Riondino, “Il silenzio dell’onda” (2011, finalista al Premio Strega 2012), “Il bordo vertiginoso delle cose” (2013) e il saggio “La manomissione delle parole” (2010), da cui è stato tratto uno spettacolo teatrale da lui stesso interpretato.

La regola dell’equilibrio: Un eroe restio. Un dubbio morale assoluto. È una primavera strana, indecisa, come l'umore di Guido Guerrieri. Messo all'angolo da una vicenda personale che lo spinge a riflettere sulla propria esistenza, Guido pare chiudersi in se stesso. Come interlocutore preferito ha il sacco da boxe che pende dal soffitto del suo soggiorno. A smuovere la situazione arriva un cliente fuori del comune: un giudice nel pieno di una folgorante carriera, suo ex compagno di università, sempre primo negli studi e nei concorsi. Si rivolge a lui perché lo difenda dall'accusa di corruzione, la peggiore che possa ricadere su un magistrato. Quasi suo malgrado, Guerrieri si lascia coinvolgere dal caso e a poco a poco perde lucidità, lacerato dalla tensione fra regole formali e coscienza individuale. In un susseguirsi di accadimenti drammatici e squarci comici, ad aiutarlo saranno l'amico poliziotto, Carmelo Tancredi, e un investigatore privato, un personaggio difficile da decifrare: se non altro perché è donna, è bella, è ambigua, e gira con una mazza da baseball.