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Una giornata di approfondimento sul cammino dell'Europa, sul percorso che dalla Comunità ci ha portato all'Unione europea. Una riflessione a tutto campo che ha coinvolto esperti e opinion leader. Al Consiglio Nazionale delle Ricerche si è tenuto un evento promosso dai Centri di Documentazione Europea dell'Agenzia per la Coesione Territoriale, dalla Biblioteca centrale del CNR e la Facoltà di Economia dell'Università la Sapienza di Roma.

Si è riflettuto, in particolare, sul concetto di identità europea, su quello che ha significato in passato e su come sia ancora oggi, nonostante l’euroscetticismo di molti, parte del nostro dna. Da un lato si sono snocciolati i dati e i sondaggi che testimoniano il crescente distacco dei cittadini dei paesi europei dall'Unione Europea, dall'altro si è insistito sulla necessità di spiegare ancora meglio e comunicare l'Europa.

Un'Europa che nel corso di questi 60 anni che ci separano dai Trattati di Roma, ha dato molto ai paesi membri. Non solo il più lungo periodo di pace nel vecchio Continente, ma anche la crescita culturale, l'integrazione, la libertà di movimento e di circolazione, una moneta unica (per i Paesi dell’eurozona).

Un iter possibile perché fondato su un patrimonio culturale comune, sentito ed avvertito come tale, costruito su basi economiche e sociali da un lato, ma anche sulle affinità che derivano da una cultura comune. Temi sottolineati da Roberto Adam (professore ordinario di diritto dell’Unione europea della Scuola Nazionale dell’Amministrazione) che ha illustrato le potenzialità ancora inespresse della cittadinanza europea, istituita dal Trattato di Maastricht del 1992. In particolare, il docente si è soffermato su come la stessa sia frutto di un’eredità culturale comune dei cittadini europei che l’UE ha contribuito nel tempo ad approfondire sia con regole comuni, sia attraverso gli effetti sempre più visibili del processo di integrazione.

Un’Unione figlia di un patto che Jean Monnet – come ha ricordato Pier Virgilio Dastoli (presidente del Consiglio italiano del movimento Europeo) - intervenendo su uno dei più celebri discorsi di uno dei “padri costituenti dell’Unione Europea ( il ministro degli esteri francese , Robert Schuman), volle considerare non semplicemente “sovranazionale”, ma federale. Nel solco di un altro padre costituente, che Dastoli ha definito un “poeta dell’Unione europea”: Altiero Spinelli nel celebre manifesto di Ventotene (scritto con Ernesto Rossi) prefigurò un’Europa federale.

Per Roberto Santaniello (Consigliere speciale della DG Comm media e comunicazione della rappresentanza in Italia della Commissione Europea) fra tutte le esigenze un posto prioritario ce l’ha la necessità di comunicare in modo più efficace, anche con i social network, con le giovani generazioni, per vincere i luoghi comuni e le bugie che circolano sull’Europa, dipinta in modo tranchant come un carrozzone popolato solo da burocrati intenti a far “legislazione di dettaglio”. C’è una battaglia difficile da combattere nell’attuale villaggio globale: è quella contro le euro-bufale contro le fake-news che stanno minando quel sentimento europeo che per molti anni ci ha tenuto uniti.

Ed uno dei sistemi per mostrare il volto giovane dell’Europa è il programma Erasmus che in 30 anni – ha spiegato Alessia Ricci (dell’agenzia nazionale Erasmus) ha mobilitato più di 4 milioni di studenti del nostro Paese in tirocini e stage formativi nei diversi stati dell’Unione Europea, rappresentando in alcuni casi un passaporto per il successo (come ha scherzosamente ricordato Pierluigi Pardo in un video messaggio), in molti altri l’occasione migliore per entrare da protagonisti nel mondo del lavoro.

Di interesse settoriale le relazioni Di Roberto Volpe (ricercatore al servizio di prevenzione e protezione del Cnr) e di Giovanna Spagnuolo (ricercatrice Anpal). In particolare Volpe ha voluto soffermarsi sulle necessità della prevenzione. I dati mostrano infatti come determinate abitudini alimentari e di vita allontanino sempre più le giovani generazioni italiane dalle medie europee, rendendole sempre più esposte ai rischi dell’obesità e delle malattie cardiovascolari.

Il modo migliore di far capire perché serva e a cosa serva l’Europa è quello di mostrare come sono utilizzate le risorse europee. E’ stato questo il compito di Giulia Amato (Dirigente dell’Agenzia per la Coesione territoriale) che ha presentato e illustrato il video “60 progetti x 60 anni”. Nel filmato si susseguono le immagini di diversi progetti diventati concrete realtà in tutte le regioni italiane: dal tram di Firenze alla ferrovia Circumetnea, dalla Metro di Napoli ai Tecnopoli per le aziende dell’Emilia Romagna. Dal Grande Progetto Pompei alla riqualificazione della reggia di Venaria Reale o alla rigenerazione urbana in Molise con il borgo del benessere a Riccia (CB).  Solo per fare alcuni esempi dei 60 progetti cofinanziati dai Fondi Strutturali e di Investimento dell’Unione Europea (al centro della campagna di comunicazione realizzata dall’Agenzia per la Coesione Territoriale e dalla Rappresentanza della Commissione Europea in Italia con la collaborazione di tutte le Autorità di Gestione dei Programmi Operativi Nazionali e Regionali). Un’iniziativa che rientra nell’ambito delle celebrazioni per il 60esimo anniversario della firma dei Trattati di Roma. Una narrazione fatta di immagini con l’obiettivo di dare risalto e raccontare le realizzazioni concrete delle politiche europee in Italia e di migliorare la conoscenza e la percezione dell’utilità dei finanziamenti dell’UE. E dimostrare che, in fondo, l’Europa esiste e si prende cura di noi da più di 60 anni.

GUARDA QUI il Video "60 progetti per 60 anni"!