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L'Italia ha completato il processo di designazione delle autorità di gestione dei 30 programmi Fesr per il periodo 2014-2020. Con l'assegnazione dell'ultima "guida" ancora vacante, quella del programma 'Ricerca e innovazione', e la relativa notifica alla Commissione Ue, possono quindi considerarsi ufficialmente avviati tutti i programmi operativi nazionali e regionali cofinanziati dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale.

Condizione essenziale per l'avvio dei programmi legati alla politica di coesione che ricevono fondi Ue è infatti la designazione da parte dei singoli Stati membri delle autorità di gestione, il cui compito è fare da raccordo fra la realtà nazionale e l'Ue, selezionare i progetti e monitorarne la realizzazione.

Il Pon (Programma operativo nazionale) "Ricerca e innovazione" interessa le regioni Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, e ha una dotazione finanziaria complessiva di 1,286 miliardi di euro. Il FESR concentra gli investimenti su diverse aree prioritarie chiave. Tale approccio assume il nome di "concentrazione tematica": innovazione e ricerca; agenda digitale; sostegno alle piccole e medie imprese (PMI); economia a basse emissioni di carbonio.

Le risorse FESR stanziate a favore di tali priorità dipendono dalla categoria di regione:
- nelle regioni più sviluppate almeno l'80 % dei fondi deve concentrarsi su almeno due priorità;
- nelle regioni in transizione la concentrazione concerne il 60 % dei fondi;
- nelle regioni in ritardo di sviluppo la concentrazione concerne il 50 % dei fondi.

Alcune risorse FESR, inoltre, devono essere specificamente destinate a progetti attinenti all'economia a basse emissioni di carbonio: regioni più sviluppate: 20 %; regioni in transizione: 15 %; regioni in ritardo di sviluppo: 12 %.