Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

Ecco gli spunti più salienti emersi nel corso del Forum Cites&Regions for Development Cooperation (Bruxelles, 4-5 febbraio 2019), una due giorni di dibattito sul tema della cooperazione allo sviluppo e decentrata organizzata congiuntamente da Commissione Europea e Comitato europeo delle Regioni. Il Forum ha visto la partecipazione di rappresentanti di enti locali e regionali africani, continente prioritario per le politiche europee di cooperazione allo sviluppo. Nutrita anche la presenza di funzionari di organizzazioni internazionali, autorità locali e regionali europee ed altri stakeholder.

In occasione della cerimonia di apertura, Karl-Heinz Lambertz (Presidente del Comitato europeo delle regioni) e Neven Mimica (Commissario europeo allo sviluppo) hanno ribadito l'importanza del coinvolgimento degli attori locali e regionali nella cooperazione allo sviluppo.

Carla Montesi (Direttrice, DG DEVCO della Commissione europea) e Joaquim Oliveira Martins (Direttore aggiunto, OCSE Parigi) hanno segnalato come le autorità regionali e locali rappresentino un punto cardine per la corretta implementazione dell’agenda mondiale definita in sede ONU, gli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030. La direttrice Montesi, inoltre, ha ricordato come la Commissione Europea abbia proposto la creazione, per il periodo di programmazione dopo il 2020, di un nuovo strumento per la cooperazione allo sviluppo denominato NDICI che raggrupperà i diversi fondi oggi esistenti in questo settore e godrà di una dotazione finanziaria maggiore rispetto all’attuale.

Martins, dal canto suo, ha esposto i risultati riguardanti lo studio effettuato dall’OCSE sul contributo delle autorità regionali e locali alla realizzazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Un dato emerge con chiarezza in questo ambito cioè che, sebbene le autorità locali e regionali siano state in questi anni spesso vittima di restrizioni di budget, esse non hanno mai smesso di credere nell’aiuto allo sviluppo, anzi hanno aumentato la loro contribuzione in questo settore e il loro coinvolgimento in progetti tesi a creare reti di dialogo a livello intercontinentale.

Nel panel successivo sono stati presentati esempi di partenariati di successo tra città e regioni di tutto il mondo. Paolo Ciccarelli (Capo Unità, DG DEVCO della Commissione europea), in particolare, ha illustrato le opportunità di finanziamento messe a disposizione da Bruxelles per sostenere la cooperazione decentrata. Ciccarelli ha presentato, infatti, i risultati del recente bando del programma "Organizzazioni della Società Civile e Autorità Locali e Regionali", con una dotazione di 58 milioni di euro, per cui sono pervenute 258 domande, di cui 169 eleggibili.43 sono state preselezionate, superando così la prima fase (quella della concept note) e venendo invitate a presentare il progetto vero e proprio per la valutazione finale. Tra i temi oggetto della call, c’era proprio l’avvio di partenariati strategici nel rispetto del principio della governance multilivello, soprattutto in area urbana (resilient, prosperous and green cities) e il collegamento tra aree urbane ed aree rurali. Il bando è stato diviso per lotti geografici per aree del mondo; i progetti hanno un importo che varia da 2 a 5 milioni di euro e che richiede un cofinanziamento dei beneficiari pari al 5%; la durata di un progetto oscilla tra i 24 e i 60 mesi.

Un nuovo bando simile è atteso in pubblicazione per fine 2019, con una dotazione di circa 100 milioni di euro. Ciccarelli ha segnalato che per avere successo su tale bando non basta proporre l’organizzazione di sessioni formative, di workshop o conferenze ma occorre indicare azioni concrete che affrontino i temi oggetto della call.

La giornata si è conclusa con una sessione di discussione sulle partnership per lo sviluppo urbano sostenibile. 5 sono stati i laboratori svolti in questo spazio, ognuno rinominato in base ai 5 pilastri (5Ps) dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: Partnership, Persone, Pace, Pianeta, Prosperità.