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Meno testing e più capitalizzazione, meno progetti finanziati ma di maggiore impatto in termini di integrazione e trasferibilità. È questa la direzione scelta dall’Autorità di Gestione del Programma transnazionale INTERREG “Mediterraneo” 2014/2020 in riferimento alla seconda call for modular project proposals, i cui termini di partecipazione sono scaduti il 31 marzo.

Un bando selettivo, quindi, alla ricerca di proposte che per approccio metodologico, strategie operative e risultati attesi, abbiano la capacità di fare emergere il contributo della Cooperazione Territoriale Europea alla programmazione regionale e nazionale degli Stati membri dell’area mediterranea.

Già dalla prima call è risultata una forte selezione delle proposte a cui riconoscere il finanziamento: dei 375 progetti modulari presentati, di cui 339 eleggibili, quelli approvati sono stati solo 61, pari al 16% del totale. Progetti che hanno previlegiato perlopiù attività di testing e poco quelle di capitalizzazione. È sulla base di questi risultati che sono stati individuati i bisogni e gli interessi strategici a cui il programma intende rispondere con il secondo bando: da un maggiore coinvolgimento dei Paesi IPA alla necessità di investire sulla capitalizzazione, da un approccio più strutturato alla trasferibilità dei risultati ad un disegno progettuale che veda la transnazionalità declinata in tutte le sue componenti, dal partenariato alla metodologia, dalle attività ai risultati attesi.

Sulla scelta della strategia di programma hanno influito anche valutazioni di ordine finanziario. Il programma ha rinunciato ad aprire ai progetti modulari l’Asse 2 (sostegno a strategie a basse emissioni di carbonio e efficienza energetica nei territori Med), essendo già significative le risorse impegnate sull’Asse a seguito del primo bando e si è proposto di evitare l’eccessiva frammentazione delle risorse, pari complessivamente a oltre 67 milioni di euro, a favore della loro concentrazione sui progetti che sapranno rispondere ai requisiti sopra illustrati.

Coerente con questo disegno, infine, è lo spazio riservato alla presentazione di progetti integrati, attraverso i quali il Programma Interreg MED intende dare corpo ad attività che siano davvero improntate alla trasferibilità e al mainstreaming, riservando ai soli enti e alle istituzioni di governo dei territori il ruolo di capofila delle attività progettuali.

Come sottolineato dal  responsabile dei progetti del Segretariato Tecnico del Programma Curzio Cervelli, in occasione dell’infoday a Bologna lo scorso 8 febbraio, la progettazione integrata chiamerà i potenziali beneficiari ad un maggiore sforzo progettuale, ma è altresì vero che solo una progettualità ispirata a queste caratteristiche consentirà di dare risposta alle problematiche che interessano l’area del Mediterraneo e a cui l’Interreg MED è chiamato a dare risposte.

Info: National Contact Point Italia - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Approfondimenti: Programma INTERREG TRANSNAZIONALE “MEDITERRANEO” 2014/2020.