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Nei fondali del Basso Adriatico ci sono 20.000 bombe chimiche e dalla Provincia di Lecce parte l’appello al Presidente della Regione Nichi Vendola ed al governo perché si avvii al più presto l’opera di bonifica. A lanciare l’allarme è stato un senatore lombardo, Franco Danieli, della Margherita, originario di Galatone. Ed è appunto a Galatone, a una manifestazione del suo partito, che Danieli ha illustrato come stiano le cose. Il 22 settembre 2004 egli presento un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente Altero Matteoli chiedendo se fosse stata avviata e da chi l’opera di bonifica dalle bombe inesplose. Il ministro ha risposto dopo 14 mesi, il 24 novembre scorso, affermando, tra l’altro, che “la bonifica sistematica di ordigni esplosivi rientra nelle funzioni del ministero della difesa; la rimozione dei relitti di navi col relativo carico spetta a  ministero dei trasporti; al Consiglio dei ministri e al ministero dell’interno per quanto riguarda il Servizio di protezione civile; al ministero dell’ambiente gli aspetti ambientali. Però lo stesso ministro ha confermato che l’Icram, l’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare, ha recentemente rilevato la mappa dei siti di rilascio bombe nel Basso Adriatico dove si ritiene sino presenti almeno 20 mila bombe chimiche, delle quali circa 15 mila tutte all’iprite, si pensa siano parte del carico della nave statunitense ‘John Harvey’, affondata nell’Adriatico nel 1943; il resto delle bombe sono il frutto della guerra nei Balcani, durante le quali furono individuate alcune aree marine per lo sganciamento dagli aerei di ordigni inesplosi. Secondo il senatore Danieli nei nostri fondali ci sono bombe all’iprite, al fosgene, disfogene, adamsite, acido cianidrico, bombe a grappolo del tipo blu 27, proiettili all’uranio impoverito. Alla riunione con Danieli era presente anche Carmine Caputo, assessore provinciale all’inquinamento che ha affermato: “E’ estremamente urgente attivare le intese tra Regione Puglia e governo affinché l’attività di bonifica dei fondali marini, già attivata dalla Regione, sia ampliata e continuata fino all’integrale bonifica di tutti gli specchi d’acqua del Salento”.

 

Fonte : Corriere del Mezzogiorno (pag. 7)

 

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