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I trasporti hanno un impatto decisivo sulle economie dei territori e si deve al Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione un interessante studio svolto dall’Isde di Trieste in collaborazione con il  Cerpem di Bari, il cui obiettivo dichiarato è stato quello di valutare la situazione delle infrastrutture di trasporto nei Balcani e l’impatto che il loro sviluppo avrebbe sulle economie delle regioni meridionali, a cominciare dal commercio estero.

Lo studio conferma che mentre la presenza commerciale italiana è fortissima in tuta l’aria, quella delle imprese meridionali appare invece molto minore, essendo chiaramente limitata dalla situazione delle infrastrutture esistenti che penalizza molto la Puglia e le altre regioni del Sud. Lo studio sarà presentato e discusso a breve a Bari da Fabrizio Barca e dai governatori delle regioni adriatiche e meridionali. Sarà questa l’occasione per una discussione più ampia per capire il potenziale di cooperazione, non solo economico, che lo sviluppo di infrastrutture tra la Puglia, il Mezzogiorno e gli stati dell’Europa Orientali potrà creare. Si deve invece osservare con sorpresa, che nella rete di collegamenti aerei che dovrebbero unire la Puglia con l’Europa e con i paesi del Mediterraneo, un pezzo di Europa non viene affatto considerato.

Per raggiungere Belgrado bisognerà continuare ad andare a Roma o Milano, eppure un’imponente delegazione, a seguito di una missione organizzata dalla Provincia di Bari, è stata recentemente in Serbia per stipulare accordi, per fare di questo paese una base produttiva e commerciale per portare sul mercato russo i prodotti made in Puglia. Ma ad aver siglato intese simili non sono state solo la Regione e il sistema delle autonomie locali, ma anche altri attori istituzionali e sociali pugliesi.

L’Università di Bari, quella di Lecce e di Foggia hanno siglato convenzioni con la maggior parte delle università di quest’area, accordi che sono difficili da portare avanti anche per la mancanza di adeguati collegamenti aerei. Venire in Puglia dalla Macedonia o dalla Bulgaria o cercare di raggiungere dalla Puglia le capitali degli Stati dell’Europa sud-orientale  non è certamente un’impresa possibile se non si ha pazienza e tempo da perdere.

La penisola balcanica è un pezzo d’Europa ed è interamente immersa nel Mediterraneo, come la penisola italica, e quindi rientra a pieno titolo nell’agenda di quanti pensano che si debba in Puglia privilegiare politiche mediterranee.

L’assessore ai trasporti della Regione, Mario Loizzo, sta certamente mettendo impegno e passione nel suo lavoro e lo stesso sta facendo da tempo l’amministratore della Seap Domenico di Paola. Quest’ultimo in particolare è molto impegnato per cercare di far fruttare le tante potenzialità che il nuovo aeroporto di Bari e gli altri scali pugliesi hanno oggi e quindi merita considerazione. E sono in tanti i pugliesi – soprattutto quelli del settore turistico – che hanno visto i vantaggi economici che vengono dai voli diretti che esistono tra le città pugliesi e le altre città europee, a cominciare da quelli che hanno collegato la Puglia con gli aeroporti inglesi. Il piano d’internazionalizzazione elaborato dalla Seap segnala tuttavia che forse è tempo di smetterla di muoversi con logiche settoriali e particolari. Abbiamo infatti bisogno di fare il punto sulle strategie di internazionalizzazione che si vogliono portare avanti ed essere conseguenti nelle proprie scelte. Una regione a sviluppo intermedio e che vuole ancora svilupparsi come la Puglia, può svolgere ruoli importanti per la crescita dei nostri vicini e per creare relazioni più stabili tra i popoli che si affacciano sul mare Mediterraneo. Ma bisogna essere credibili e fare scelte coerenti.

di Franco Botta

Fonte: Corriere del Mezzogiorno (pag. 1)