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L'Italia, la Sicilia e le loro strutture universitarie resteranno isolate dalle relazioni che si intrecciano fra le rive del Mediterraneo "se non sapranno giocare fino in fondo la carta della riorganizzazione, della qualità e del dialogo, se non sapranno ridefinire il proprio ruolo nell'ambito dei flussi economici, demografici, culturali che si incrociano lungo le rotte di questo mare". E' il monito lanciato dal rettore dell'università di Catania, Ferdinando Latteri, nel suo intervento di apertura alla Conferenza 'Catania 3 - Spazio euromediterraneo di istruzione, alta formazione e ricerca''. Nella città etnea - ha spiegato il Magnifico - si sta cercando di fare quello che nel Vecchio Continente si è fatto con il cosiddetto Processo di Bologna: creare un'area intercontinentale di cooperazione reale. "Una nuova area - ha spiegato - che istituzionalizza oltretutto la costituzione di una rete di centri di studi avanzati e di laboratori di ricerca, di un network per la formazione a distanza, mediante le più avanzate tecnologie di e-learning, e che avvia le basi per la collaborazione nel campo della formazione professionale". A parere di Latteri il graduale percorso verso l'armonizzazione dei rispettivi sistemi di istruzione superiore "che dovrebbe proprio in questa occasione ricevere un impulso definitivo e irreversibile, rappresenta, infatti, una tappa imprescindibile se si vuole rendere concreto e reale il dialogo fra le istituzioni accademiche e culturali dei nostri Paesi, agevolando in maniera decisiva la cooperazione sui progetti scientifici, la mobilità di docenti e studenti, il riconoscimento dei titoli di studio, il trasferimento di esperienze e competenze, anche attraverso l'impiego delle nuove tecnologie di comunicazione e la riduzione del divario in questo settore fra le strutture di aree geografiche diverse".

Fonte: Ansamed