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Un'alleanza tra 13 Paesi - Algeria, Egitto, Francia, Giordania, Grecia, Malta, Marocco, Portogallo, Spagna, Tunisia, Turchia, Slovenia e Italia - per creare un ponte culturale nell'area mediterranea. E' stata sancita ieri con la Dichiarazione di Catania che impegna i Paesi coinvolti a sostenere la creazione entro il 2010 dell'Area mediterranea di istruzione superiore e la progressiva armonizzazione dei sistemi universitari con l'obiettivo di giungere al mutuo riconoscimento dei titoli di studio. Una dichiarazione alla quale si è voluta dare una forte valenza simbolica scegliendo per la firma un profumatissimo inchiostro al gelsomino, pianta che fiorisce in tutti i Paesi dell'area mediterranea nello stesso periodo dell'anno. E in omaggio alla regione ospitante - coinvolta nei progetti lanciati a Catania con le sue 4 università - è stato scelto un calamaio di ceramica di Caltagirone.

Un traguardo, quello raggiunto oggi, la cui importanza è stata sottolineata anche dal Premier Silvio Berlusconi. "E' necessario - ha detto - un forte rilancio del partenariato euromediterraneo e in particolare della componente che noi giudichiamo più importante, la valorizzazione della cultura e del capitale umano attraverso la scienza e l'istruzione". E proprio a questo puntano tutte le iniziative messe in campo dal 2003, da quando cioé, proprio nella città etnea, con la riunione informale dei ministri dell'Istruzione dei Paesi Ue e dell'area mediterranea, promossa dalla presidenza italiana dell'Unione europea, è stato dato l'avvio al Processo di Catania. Da allora - come ha ricordato stamani il ministro Moratti -sono stati creati 8 centri di eccellenza. E questa sessione della Conferenza ne ha varati altri due: uno in Giordania sui diritti umani e l'altro in Turchia sulla 'circolazione giuridica'. Un'altra iniziativa ha avuto ieri il via ufficiale: l'università telematica internazionale Uninettuno che ha debuttato con il primo corso di matematica in lingua araba.

"La Dichiarazione di Catania - ha dichiarato il ministro - assegna al nostro Paese un ruolo di ponte culturale e scientifico tra l'Europa e i Paesi della sponda sud del Mediterraneo. In questo documento - ha aggiunto - sottolineiamo anche l'importanza di promuovere l'istruzione e formazione professionale quale strumento per le politiche occupazionali, lanciando un nuovo progetto per la costituzione di una rete internazionale di istruzione e formazione professionale sulla base delle esperienze-pilota dei progetti 'Leonardo da Vinci'". Tra gli altri punti cardine della Dichiarazione ci sono la promozione di programmi di dottorato di ricerca per favorire la collaborazione scientifica e tecnica, il legame con il mondo produttivo e la competitività della regione, l'istituzione di nuovi Centri di eccellenza per l'alta formazione e la ricerca, il potenziamento dei sistemi di apprendimento a distanza". Insomma, la carne messa sul fuoco è tanta. E i ministri convenuti a Catania si impegnano a controllarne la "cottura". "Assicureranno, infatti - si legge nella Dichiarazione - il costante impegno, la supervisione e l'adeguamento alle esigenze in continua evoluzione alle iniziative del Processo di Catania, concordando di rivedersi periodicamente per fare il punto sui progressi compiuti e promuovere ulteriori iniziative sinergiche". E' già stata fissata una prossima riunione per il 2008 e l'approssimarsi della fine legislatura non sembra rappresentare un deterrente. "I processi culturali - ha assicurato il ministro - non si fermano perché cambiano i ministri o cambiano i Governi".

Fonte: Ansamed